EPISTASIS – Epistasis

Informazioni
Gruppo: Epistasis
Titolo: Epistasis
Anno: 2012
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: The Path Less Travelled
Contatti: facebook.com/epistasis
Autore: Mourning

Tracklist
1. Wroth
2. Transience
3. Wretched
4. Dangling
5. Psychalgia
6. Yegge
7. Abscissin

DURATA: 34:41

Gli Epistasis sono uno schizofrenico quartetto al quale il termine avanguardistico calza a pennello. Sono formati da Amy Mills alla tromba e artefice della composizione, Alex Cohen alla batteria, Kevin Wunderlich alla chitarra e Joelle Wagner al fagotto.
La loro musica è flessibile, la composizione è scombinata, altamente contaminata e alle volte oserei dire “incasinata”, ma non per questo priva di una sua logica, magari a tratti esageratamente cervellotica, ciò permette agli statunitensi di confezionare un debutto omonimo alquanto affascinante.
L’ascolto delle sette tracce racchiuse in questo disco non è un viaggio comodo, le sonorità dissonanti, le incursioni sbilenche e assordanti della tromba e l’attitudine “noise” che lo attraversano vanno a costituire una trama che potrebbe risultare indigesta a molti, eppure il suo caotico essere urbano intriga e tiene incollati all’ascolto.
La musica proposta è un connubio d’influenze vario e altalenante, le cadenze, le melodie e le impostazioni provenienti da mondi quali post-rock, prog anni Settanta, jazz, area tribale, proto-doom sabbathiano, e chi più ne ha ne metta, si fondono producendo come risultante una serie di canzoni dall’animo disturbato, capaci di portare con sé una quiete “noir”, come avviene in “Transience” e sul finire a dir poco etereo di “Dangling”, intrecciarsi e stordire con una sequenza di melodie e ritmiche dall’andazzo tutt’altro che lineare (si veda “Psychalgia”) e di assuefare con la propria ambientazione straniante e malinconica, riscontrabile a esempio in “Yegge”. Tutto ciò è comunque poco o nulla al cospetto delle doti che si troverebbe all’orecchio un amante di uscite così multiformi.
Non perdete tempo nel tentativo di identificare precisamente il suono e lo stile, godetevi lo spirito libero con il quale gli Epistasis si dilettano a modellare la propria personale interpretazione di ciò che è arte. Se siete alla ricerca di un disco che vada volutamente al di fuori dai canoni tradizionali, quest’omonimo primo lavoro andrebbe quantomeno tenuto in considerazione in primis come compagnia nello stereo, e fossi in voi non scarterei l’idea legata all’acquisto. Strani, ma belli.

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