EPITIMIA – (Un)reality

 
Gruppo: Epitimia
Titolo:  (Un)reality
Anno: 2014
Provenienza:   Russia
Etichetta: Hypnotic Dirge Records
Contatti:

Facebook  

 
TRACKLIST

  1. Birth
  2. Delusion I – Escapism
  3. Delusion II – Ataraxia
  4. Delusion III – Frustration
  5. Delusion IV – Contemplation
  6. Delusion V – Post Scriptum
  7. Delusion VI – Mors Putativa
  8. Delusion VII – Elysium
  9. Metanoia
  10. A Flash Before Death
  11. Illusion I – Muse
  12. Illusion II – Oath
  13. Illusion III – Foretime
  14. Illusion IV – Reflection
  15. Illusion V – Far Away
  16. Illusion VI – Fracture
  17. Illusion VII – Catharsis
  18. Rebirth
DURATA: 01:52:26
 

Nell'ultima decade parole come "Avantgarde", "Post" e "Shoegaze" sono state sempre più frequentemente collegate al mondo Black Metal. Ovviamente questa invasione di band alternative ai filoni classici ha creato spaccature all'interno delle file di ascoltatori e il più delle volte ha messo in dubbio la propria appartenenza a quella scia musicale, in quanto la componente Black era davvero poco presente nelle prove di alcuni. Resta il fatto che nel bene come nel male è riuscita a far parlare di sé e in questo settore si muovono i russi Epitimia.

La formazione di San Pietroburgo era già stata recensita dal sottoscritto con la pubblicazione del terzo album "Faces Of Insanity", mentre il 2014 la vede sfornare una quarta opera di grandi dimensioni, data la scelta di confrontarsi con un'uscita doppia suddivisa in due distinti, capitoli denominati "Delusion" e "Illusion", che racchiude in sé diciotto pezzi per una durata complessiva di quasi due ore.

Gli Epitimia hanno mantenuto inalterato il modo di proporre le proprie emozioni sia nella forma che nell'animo (la sostanza), la commistione di generi è rimasta quella che aveva dato vita al capitolo precedente, abbiamo quindi momenti ricollegabili al filone Black di matrice depressive-melodica alternati a situazioni in cui l'Ambient e le fughe in area Post-Rock prendono il sopravvento, modificando in corsa l'umore interno del pezzo.

Idealmente "(Un)reality" potrebbe essere considerato un ciclo infinito, difatti nelle note inserite all'interno dell'elegante digipak apribile a più ante c'è un breve paragrafo scritto sia in madre lingua che in inglese che termina con la frase di nuovo lo stesso sogno, un'idea estesa come l'eternità che pare elimini la speranza di trovare una via di fuga da uno scenario costretto a ripetersi e ripetersi. Da questa premessa si possono afferrare la delusione di una caduta perenne e inevitabile rappresentata dalle note più amare e ruvide del primo cd (nel quale le frequenti incursioni del sassofono e le aperture folcloristiche offrono una variante alla freddezza del riffing) e la riflessione illusoria, malinconica del secondo in cui invece le atmosfere divengono più soffici e grigie, dove la presenza della voce femminile di M. e dell'elettronica assume una consistenza maggiore ai fini dell'esplorazione sonora.

Il lavoro, per quanto ben strutturato, tende in un paio di circostanze ad appiattirsi, replicando un paio di soluzioni e rendendone così non proprio facilissimo l'approfondimento in un'unica soluzione. Si tratta comunque di una mossa coraggiosa, pertanto vi direi di prendere in considerazione brani quali "Delusion IV – Contemplation", "Metanoia", "A Flash Before Death", "Illusion IV – Reflection" e "Illusion V – Far Away" per farvi quantomeno un'idea del repertorio che la band è in grado di esibire.

"(Un)reality" è l'ennesima attestazione delle buone capacità in possesso degli Epitimia, non manca qualche sbavatura, ma siamo di fronte a una prestazione che potrebbe riscuotere l'interesse da parte di più tipologie d'ascoltatori, a patto che si abbiano voglia e tempo da dedicarci. Non è una prova da mordi e fuggi e vivendola distrattamente rischiereste di penalizzarla e magari accantonarla. Datele un'occasione, magari non vi stupirà né vi farà urlare al capolavoro, tuttavia come per il precedente atto le possibilità che restiate almeno soddisfatti da quest'incontro sono tutt'altro che poche.

Facebook Comments