ERUPTION – Lifeless Paradise

ERUPTION – Lifeless Paradise

 
Gruppo: Eruption
Titolo: Lifeless Paradise
Anno: 2009
Provenienza: Slovenia
Etichetta: On-Parole Productions
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TRACKLIST

  1. Prayers, Betrayers
  2. Monumental Mind
  3. The Auditors
  4. Democracy
  5. Electrifried
  6. Playing With Matches
  7. Twisted Reality
  8. Inner Wastelands
  9. The Sands Of Time
DURATA: 47:38
 

Quando ho inserito nel lettore "Lifeless Paradise" degli Eruption, ho pensato fossero la classica band americana che non era riuscita a sfondare negli anni Ottanta, inghiottita dalle mille e più uscite di valore similare. Due considerazioni e due errori commessi: primo, la band è slovena; secondo, il disco è del 2009. Anagraficamente e geograficamente sono proprio al di fuori da ciò che avevo asserito, eppure ascoltando i brani di questi ragazzi è impossibile non pensare al thrash made in U.S.A.

Le influenze che vibrano sono cristalline: Metallica, Anthrax, Testament e Megadeth, ok non brillano come originalità, ma è una scarica di adrenalina continua. L'unica presenza europea sembra essere per vie traverse qualche rimando sparso all'accoppiata teutonica Destruction-Paradox. La voce del cantante Klemen "Buco" Kalin è una via di mezzo fra James Heitfield e una versione incazzata di Joey Belladonna, anche se nelle linee di "The Auditors" a livello interpretativo appare la figura di Chuck Billy. Le chitarre inanellano riff su riff, il lavoro svolto da Tim "Timo" Tajiè e Klemen Erjavec è esaltante in quanto vero e gronda di quella spensieratezza in parte genuinamente cazzona che da sempre dona vitalità alle uscite thrash dedite all'headbanging sfrenato.

Il quartetto di tracce composto da "Monumental Mind", "Democracy", "The Auditors" e "Twisted Reality" vale l'acquisto del disco: fra un basso che si prende spazio vivacemente, chitarre slanciate e tanto salutare divertimento, la proposta è di quelle semplici ma efficaci. Non male anche l'episodio strumentale "Inner Wastelands", che presenta qualche spunto carino, evitando di estraniarsi dal contesto in cui è inserito.

L'album è compatto ed è stato prodotto curandone più che discretamente il suono, tanto da poter ascoltare con buona resa tutti gli strumenti. È vero che siamo in un periodo di pieno revival e che di band che si cimentano nello stile anni Ottanta ce ne sono una marea, rimane comunque il fatto che gli Eruption e il loro "Lifeless Paradise" rientrino di diritto in quella cerchia di figli diretti sia per mentalità che scelte sonore, per fortuna prive di plastificazioni o sovrastrutture. Amanti del thrash, quello puro, fate più che un semplice pensiero su questo lavoro, è un disco che ha il suo valore.

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