Escumergamënt - …ni degu fazentz escumergamënt e mesorga…

ESCUMERGAMËNT – …ni degu fazentz escumergamënt e mesorga…

Gruppo: Escumergamënt
Titolo: …ni degu fazentz escumergamënt e mesorga…
Anno: 2021
Provenienza: Svezia
Etichetta: Avantgarde Music
Contatti: Bandcamp
TRACKLIST

  1. Of Old Night And Winter
  2. To Envy The Corpses
  3. Antediluvium
  4. I Sang Of Murder
  5. The Grievous Miracle
  6. Black Ash And Ruin
DURATA: 44:46

Una scheggia di frase in occitano, che arriva dall’Apocalisse di Giovanni e si riferisce a chi non avrà alcun lasciapassare per la Gerusalemme Nuova: «…né chi opera abominio e menzogna…»; questa la traduzione del titolo e il primo passo per avvicinare l’album di debutto degli svedesi Escumergamënt, …ni degu fazentz escumergamënt e mesorga… L’intenzione è di creare mistero, e contempla anche la scelta di non rivelare i protagonisti coinvolti nella stesura e nell’esecuzione del disco, anche se da Avantgarde trapelano i nomi di Setherial, Stilla, Svederna e Bergraven.

A giudicare dalla bellissima copertina vecchio stampo sembra proprio che gli Escumergamënt vengano dalla Svezia, quella del black melodico di metà anni ’90 con le tastiere essenziali che più essenziali non si può. Anche la registrazione è fatta come una volta: presa diretta su nastro e nel confortevole ambiente di una cappella di legno piena di spifferi, nel freddo rigoroso dell’inverno svedese; Necromorbus (e chi, altrimenti?) si è occupato del mastering. Il frutto avvizzito di queste scelte è un black metal denso di nebbia, di quell’atmosfera lugubre che tanto bastava come ispirazione a migliaia di metallari con il pallino per il male.

Le tastiere di “Of Old Night And Winter” aprono il cerchio, il resto degli strumenti insieme allo scream sanguigno e un po’ sgraziato arriva con calma; gli svedesi non vogliono affrettare i tempi — nel press sheet parlano di un viaggio lungo e clandestino durato cinque anni, riferendosi alla nascita del lavoro che abbiamo fra le mani — e lo fanno scrivendo musica tutt’altro che banale, nonostante le origini, piena di svolte eppure non esageratamente attorcigliata. L’esclusione dalla Nuova Gerusalemme dei versetti di Giovanni gli Escumergamënt se la guadagnano suonando un black metal dell’orrore devoto ad autori come il gallese Arthur Machen e lo statunitense Clark Ashton Smith, uno dei big three della rivista Weird Tales insieme a Robert E. Howard e all’amico H. P. Lovecraft. Non a caso si respirano fuochi fatui nell’obliqua “To Envy The Corpses” e si legge di malignità primordiale nella successiva “Antediluvium”; se poi “I Sang Of Murder” e l’elegantissima “The Grievous Miracle” non ti sembrano coordinate tematico-musicali sufficienti, forse dovresti darti all’Orchestra Casadei. “Black Ash And Ruin” chiude il cerchio di cui sopra, con il medesimo passo lento: una storia sulle anime destinate a vagare in un universo privo di luce e di vita, lo stesso per cui, in apertura d’album, gli svedesi auspicano lo spegnimento di tutte le stelle.

…ni degu fazentz escumergamënt e mesorga… è denso e stratificato, porta con sé una visione del black metal antica — non passatista, occhio — e per questo carica di forza evocativa e di suggestioni orrorifiche. Gli Escumergamënt si rivelano perciò una grande e gradita sorpresa, che viene servita dalla sempre attenta Avantgarde Music.