ESOTERIC – Paragon Of Dissonance

Gruppo:Esoteric
Titolo:Paragon Of Dissonance
Anno:2011
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Season Of Mist
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TRACKLIST

  1. Abandonment
  2. Loss Of Will
  3. Cipher
  4. Non Being
  5. Aberration
  6. Disconsolate
  7. A Torrent Of Ills
DURATA:90:18

Approcciare un disco della creatura di Greg Chandler non è mai impresa facile. Pur seguendone le gesta e apprezzandone gli sforzi da anni, ancora una volta mi trovo in difficoltà quando si tratta di assimilare completamente un album degli Esoteric. Lo spessore, la dilatazione, la reiterazione, la quintessenza monolitica del funeral doom si ritrovano nuovamente alla corte di una delle formazioni prime nella storia stessa del genere, per anagrafica e per qualità.

Paragon Of Dissonance, sesto lavoro della formazione anglosassone, continua la coerente ricerca compositiva e spirituale iniziata esattamente un ventennio or sono, procedendo nell’esplorazione di luoghi oscuri e profondi, sempre caratterizzata dalla sapiente alternanza tra riff estremi e claustrofobici e momenti trasognati, parentesi di contemplazione di ampi spazi, anzi sconfinati e non comprensibili appieno; forse è proprio questa incapacità di sondare tali grandezze a far sì che tutto poi ricada giù, nuovamente nel buio e nell’agonia, la sola musica a veicolare questo viaggio. La voce di Chandler, come è uso, non si rende mai protagonista, ma dosa con cognizione le sue apparizioni lasciando traccia di sé con parole d’angoscia e sconforto, sempre in modo che siano gli strumenti a guidare e a dire di più a chi è disposto ad ascoltare. Essere disposti ad ascoltare, sì, perché portare a termine il viaggio di Paragon Of Dissonance è un’impresa che richiede forza di volontà e consapevolezza: un’ora e mezza tonda di note lente e cadenzate, di grida di agonia e feedback reiterati non è cosa da poco.

Due dischi per sette tracce soltanto, ma chi conosce genere e gruppo in oggetto certo non sarà scoraggiato, al contrario, non avrebbe potuto aspettarsi nulla di diverso. Dalle meravigliose lande solistiche vagamente orientaleggianti di “Abandonment” alle distese plumbee ed esistenziali di “Non Being”, fino alla lentissima e mastodontica “A Torrent Of Hills”, con i suoi cinque minuti di implacabile seppur inafferrabile coda noise, lo sciamanico viaggio all’interno del cosmo Esoteric non potrà lasciare indifferenti. Le variazioni sul tema sono tante, non molti genera (assoli, rallentamenti, intermezzi atmosferici, niente altro), ma sicuramente inesauribili species, poiché gli umori all’interno di ciascuno di essi sono ognuno diverso dal precedente, donando all’album una varietà e una complessità di rara fattura.

La grandezza di questo lavoro, in tutti i sensi, non è però facile da cogliere nella sua completezza, quasi impossibile a un primo ascolto, sicuramente incomprensibile all’approccio casuale. Per palati fini, stomaci forti e menti in cerca di nuovi luoghi da esplorare al proprio interno.

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