ET MORIEMUR – Ex Nihilo In Nihilum

 
Gruppo: Et Moriemur
Titolo: Ex Nihilo In Nihilum
Anno: 2014
Ristampa: 2016
Provenienza: Repubblica Ceca
Etichetta: Solitude Productions / Minotauro Records
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TRACKLIST

  1. Sea Of Trees
  2. Dissolving
  3. Norwegian Mist
  4. Liebeslied
  5. Angst
  6. Nihil
  7. Black Mountain
  8. Below
DURATA: 53:03
 

"Ex Nihilo In Nihilum" è il secondo lavoro degli Et Moriemur in origine uscito nel 2014, ma ristampato in vinile e digitale dalla Minotauro Records nel 2016, ed è di quest'ultima versione che discuteremo nelle righe qui sotto.

Il «doom metal esistenziale» (così lo hanno battezzato le note promozionali) proposto dalla band evoca cieli tersi e piogge torrenziali, in un modo che non può non ricordare quel doom-death gotico reso famoso da alcuni gruppi provenienti in maggior parte dalla Gran Bretagna. Non voglio girarci attorno: quando il growl e i riff pesanti lasciano sovente posto a lunghe divagazioni di pianoforte e voce narrante è difficile non pensare ai My Dying Bride, senza alcun dubbio la principale influenza del quintetto, pronto a farci vagare in un suono decadente, seguendo il filo delle melodie evanescenti di cui è costellato il lavoro.

Gli Et Moriemur però tentano di affrancarsi da quel "Turn To Loose The Swan" che riecheggia in lontananza in più momenti durante gli ascolti, e per quanto non vi prendano mai le distanze in modo definitivo, lo sforzo produce numerosi successi dal punto di vista musicale. Passiamo oltre l'iniziale "Sea Of Trees" che ci prova con una immediatezza non adatta alla dimensione proposta; discreto brano senza dubbio, ma quel ritornello non è abbastanza trascinante da convincere. La seguente "Dissolving" invece ci spiazza, giocandosi la carta dei Black Sabbath che mai ci saremmo aspettati per poi sfumare in un brano gothic metal dalle atmosfere cupe e polverose. "Norwegian Mist" parte con chitarra pulita e pianoforte, aprendosi successivamente a un doom-death melodico parente degli Swallow The Sun, dove la musica diventa più movimentata e trascinante, la melodia semplice ed efficace, senza eccedere nell'essere zuccherina.

I brani nella seconda metà si fanno più lunghi, ed è quando le composizioni sono più libere che la band eccelle davvero. "Nihil" ci mostra un'inedita vena estrema fatta da arpeggi malvagi che potrebbero riportarvi alla mente certo black metal, tuttavia non ha nessun timore di chiudere con note toccanti che lasciano un retrogusto di amara tristezza, come se il pianoforte servisse a rimuginare sull'eccesso di rabbia che è il cuore del pezzo. La lunga "Black Mountain" è la traccia che mi ha conquistato più di tutte: qui si respira un'atmosfera di libertà, la struttura si fa più inusuale e la durata raggiunge i sedici minuti; è un'altalena, nella quale i suoni si riducono quasi al silenzio completo per poi tornare prepotenti una, due, tre volte; qui gli Et Moriemur brillano veramente, esibendo il meglio di quelle sensazioni plumbee e delle sezioni orchestrali che hanno a disposizione, una suite in cui la band si diverte a giocare, alternando la pesantezza alle orchestrazioni, la tristezza al fascino, il dolore al lirismo.

Si potrebbe dire senza dubbio che la musica degli Et Moriemur sia posata, evanescente, mai troppo pesante e che preferisca senz'altro suonare studiata piuttosto che in preda a moti di passione. Questo potrebbe non essere certamente apprezzato da tutti, però fa risaltare l'impegno evidente che i Cechi hanno messo nel creare musica di valore. Se i già citati My Dying Bride oppure, perché no, band come gli Anathema e i Paradise Lost sono tra i vostri ascolti, non pensateci due volte: "Ex Nihilo In Nihilum" esiste apposta per i vostri palati.

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