ETERNAL BURDEN – Dominion Of Peremption

 
Gruppo: Eternal Burden
Titolo:  Dominion Of Peremption
Anno: 2007
Provenienza:  Canada
Etichetta: Nicky\'s Production
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1.  Intro
  2. Plague Of Minds
  3. Inner Wisdom
  4. Moriah
  5. Betrayers Of The Light
  6. Existence Nemesis
  7. Mark Of Fire
  8. Dominion Of Peremption(pt.1)
  9. Dominion Of Peremption(pt.2)  
DURATA: 48:32
 

Questa band canadese è del tutto sconosciuta in Europa, dopo essersi mossa a lungo nella scena underground nazionale, è attiva dal 1995, ha debuttato nel 2007 con l'uscita di "Dominion Of Peremption" una reale e sublime mazzata. Il black-death interpretato dalla formazione è avvolgente e tecnico, possiede un'apertura melodica possente che si poggia su di un riffato spaccaossa.

Nove tracce che scandiscono dei veri e propri assalti in cui si possono riconoscere le influenze di svariati nomi scandinavi fra cui spiccano sicuramente i fautori del melodico per eccellenza: gli svedesi. Dai Marduk agli Edge Of Sanity, dagli At The Gates ai Dark Funeral, dai Dissection ai Dark Tranquillity la presenza del marchio prodotto in Svezia echeggia a gran voce nel suono mostrandosi più cattivo che mai ed esaltando tracce come "Plague Of Minds" e "Moriah".

L'arpeggiato veloce, devastante e le scariche adrenaliniche di batteria martellano a morte bloccandosi spesso di colpo per liberare il campo a tempi cadenzati e aperture atmosferiche incisive dove la screaming affilato/malato spadroneggia. Non si limitano a interpretare il ruolo di semplice copia o ad attingere dalla sorgente del già conosciuto, al gruppo non mancano né tecnica né carattere e tale aspetto viene evidenziato sia nelle scelte ritmiche che negli incastri tesi a valorizzare la proposta rendendolo in minima parte personale.

"Betrayers Of Light" s'impone nella sua maestosità, "Existence Nemesis" con il suo intro mi riporta indietro ai tempi di "The Gallery" sviluppandosi poi in un'onda travolgente, anche nelle parti più monolitiche conferma sia la robustezza dell'operato che l'abilità di trovare il modo di risultare fruibili con un riff di sicura presa in seno agli Eternal Burden. La lunga durata dei brani potrebbe sembrare un impaccio a primo impatto, una volta messo su il disco questo pensiero vi passerà in secondo piano, si è completamente travolti da una prestazione decisamente sopra le righe. Il percorso battagliero intrapreso continuerà ad assumere una forma precisa e coinvolgente con "Mark Of Fire" raggiungendo degna conclusione con i due capitoli intitolati omonimante che in  summa racchiudono la qualità delle soluzioni esposte all'interno dell'intero album.

La prove dei singoli fanno emergere un quadro fortemente rassicurante e ben studiato, dal cantante capace nel destreggiarsi fra growl e scream, alle due asce creatrici dei pezzi alla base fornita in maniera prestante e puntuale, tutti gli ingranaggi girano e sono oliati a dovere. Se qualcosa da recriminare c'è, forse risiedie nella produzione che per quanto pulita e precisa da alla batteria l'ingrato compito d'esser troppo presente e nei momenti maggiormente furiosi ciò tende a oscurare il lavoro svolto dalle chitarre, seppur si tratti di pochi attimi, la cosa è fastidiosa.

Gli Eternal Burden sono una di quelle band da seguire con attenzione augurandosi che un possibile secondo lavoro riesca a mantenrsi sui livelli di questo buon esordio del quale vi suggerisco l'acquisto.

 

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