ETERNAL HELCARAXE – To Whatever End

 
Gruppo: Eternal Helcaraxe
Titolo:  To Whatever End
Anno: 2010
Provenienza:  Irlanda
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. …And As Kings We'll Fall
  2. To Whatever End
  3. Kin, Comrades & Country
  4. Strike
  5. All The Battles To Come
DURATA: 29:21
 

Gli Eternal Helcaraxe provengono dalla verde Irlanda, la band seppur attiva dal 2003 è negli ultimi due anni che ha concentrato i propri sforzi rilasciando lavori di cui poter usufruire. Un demo, "Palest Kingdom" (2008), e il suo successore, l'ep "To Whatever End" (2010), il primo possiede brani scritti e composti fra il 2003 e il 2007, una prestazione immatura non priva di buoni spunti, ma che ancora doveva trovare la strada corretta da percorrere, ciò che è avvenuto in quest'ultima prova.

Inutile dirvi che il salto di qualità è notevole iniziando proprio dal suono levigato, con un potenziale atmosferico dai tratti epici notevolmente aumentato e una consistenza più netta. Mezz'ora che senza troppi problemi si mette al servizio del nostro orecchio per condurre alla mente attraverso epoche passate, viaggio che s'intraprende sin dalla dolce e velatamente triste apertura strumentale affidata alle note di "…And As Kings We'll Fall".

Vena malinconica che percorrerà di frequente il lavoro anche se la traccia eponima sembra attingere dal death/thrash con un riffing d'apertura nervoso che verrà smorzato dalle melodie e dal susseguente cambio di ritmo che ne sposterà il tiro verso lidi svedeseggianti.. Il suono d'ispirazione viking porta alle mente scelte dei Forefather così come la presenza dei conterranei Primordial si farà strada negli episodi a seguire con maggior interesse insito all'interno di una "Kin, Comrades & Country" dal mood particolarmente battagliero ed evocativo, un urlo fiero che s'innalza a difesa della propria terra.

Il pezzo che però si candida a essere il migliore del lotto è il successivo "Strike", una ferale e furiosa cavalcata furiosa in velocità che mantiene caldo il rivoltoso animo, la prestazione dai toni epici viene accentuata dall'uso elementare, ma ben calibrato, uso dei sintetizzatori rendendo palese lo stato d'agitazione che anticipa lo scontro. Tocca quindi alla lunga "All The Battles To Come" con i suoi oltre dieci minuti di durata che, sfruttando le peculiarità messe in mostra nel sentiero musicale percorso nelle canzoni antecedenti, s'impone per la propria mole e una costante coesione d'intento fra assalti, momenti dedicati all'emotività che da uno scontro consegue (particolarmente bello il passaggio acustico in cui il solo fa comparsa) e una carica vitale che la rende dinamicamente accattivante.

L'apporto di un batterista umano, Tyrith, è la variante che più li distacca dal loro passato, il mini si sviluppa con delle basi che adesso si presentano prorompenti e in più frangenti capaci di catturare l'attenzione anche per le combinazioni assestate con il consono cambio di umore a loro imposto. Praetorian, oltre ad avere curato le rifiniture di tastiera e i testi, ha ricoperto degnamente il suo ruolo di cantante offrendosi anche come spalla all'altro chitarrista Maulgrim, insieme hanno montato dei pezzi attrezzati di piglio e fattore epico. Certo qualche déjà vu, peraltro piacevole, c'è, ma quello è difficile che manchi ormai ed è sicuramente meglio quando sono di questo tipo. Thule infine ha accompagnato il lavoro dietro le pelli di Tyrith. Il suo basso si percepisce vivido e presente linee delineate che ben s'incastrano con i passaggi del batterista dando vita a un comparto vigoroso e privo di staticità.

Gli Eternal Helcaraxe probabilmente grazie anche alle esperienze live, sede che li ha visti spalla di gruppi importanti quali Impiety, Shining e Keep Of Kalessin, hanno acquisito una padronanza e una maturità che ha permesso loro di fare il salto di qualità. Se amate la tipologia di black che comprende le varietà di soluzioni descritte nel testo non lasciatevi sfuggire l'occasione di farlo rientrare fra i vostri ascolti, "To Whatever End" se lo merita.

 

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