Etxegiña - Herederos Del Silencio

ETXEGIÑA – Herederos Del Silencio

Gruppo:Etxegiña
Titolo:Herederos Del Silencio
Anno:2021
Provenienza:Paesi Baschi / Francia
Etichetta:Vertebrae
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TRACKLIST

  1. Nosotros Los Etxegiña
  2. El Roble Que Brota Indemne
  3. La Montaña
  4. Los Cadáveres Insepultos De Albatera
DURATA:20:25

Di black metal a tinte politiche, si sa, ce n’è parecchio in circolazione. All’ormai celebre NSBM fa da contraltare il movimento RABM, che negli ultimi anni ha visto crescere sempre più il numero di adepti. Tra le più recenti e interessanti band che si iscrivono in quest’ultimo circuito figurano senza dubbio i franco-baschi Etxegiña. Nati dalla mente di Waldo Losada (basso e voce; lo abbiamo già incontrato su queste pagine perché l’anno scorso ho scritto di un altro suo progetto, gli Acedia Mundi), giungono all’EP di debutto dopo aver raccolto un discreto interesse generale in seguito alla pubblicazione del singolo “Nosotros Los Etxegiña” (2019). Herederos Del Silencio è dunque la prima testimonianza concreta di questo progetto.

Le peculiarità degli Etxegiña sono palesi sin da come si presenta la band, dal momento che vengono riproposti temi che si rifanno alla guerra civile spagnola. La tematica è molto cara a Losada, perché i baschi sono stati tra le minoranze maggiormente oppresse in Spagna durante la dittatura di Francisco Franco. L’EP ripercorre alcuni eventi cruciali avvenuti durante il conflitto. Se la ri-registrazione “Nosotros Los Etxegiña” rappresenta più che altro una sorta di chiamata alle armi e di tributo ai Paesi Baschi, la specificità del tema emerge con maggior vigore nei brani successivi. “El Roble Que Brota Indemne” (ovvero, la quercia che germoglia indenne) rivive il tragico bombardamento subito dalla cittadina basca di Guernica nel 1937 (che causò oltre 1600 morti e quasi 900 feriti). Pur non essendo stato il primo scontro della guerra civile spagnola, è sicuramente quello rimasto più impresso nella mente collettiva, tanto che Pablo Picasso dedicò a Guernica un celeberrimo dipinto. “La Montaña” narra invece di un coraggioso esempio di resistenza nel corso di una battaglia tenutasi a Madrid nel 1936, mentre “Los Cadaveres Insepultos De Albatera” parla dell’infame campo di lavoro di Albatera, costruito dai repubblicani e tenuto aperto tra il 1937 e il 1939.

Nei testi degli Etxegiña c’è tanta ricchezza storica che, unita alla violenza del black metal, lascia intravedere un qualche parallelismo con i nostrani Voland, più vicini invece alle vicende di Madre Russia. Ma se l’aspetto storico e concettuale è sicuramente originale e ricco di spunti intriganti, un rilievo lo merita anche la musica vera e propria. Il black metal suonato dai franco-baschi è infatti melodico, a tratti quasi depressivo, e in 20 minuti compendia quelle che possono essere le qualità della band. Ciò che gli Etxegiña hanno da offrire è una buona padronanza tecnica, unita a un gusto per un black metal più amante del mid-tempo che dei blast beat, per una proposta particolarmente emozionale. Echi dei primi Ulver o dei non troppo noti Sorgsvart possono essere intercettati qua e là, con un basso ben udibile che sa ritagliarsi uno spazio di prim’ordine. Ottime anche le trame chitarristiche di Titouan Le Gal, un altro che sa il fatto suo visto che è la mente principale dietro i francesi Epectase, progetto progressive black metal dall’ottimo potenziale. Il vero punto forte di questo EP, dal punto di vista musicale, è però la sua capacità di suonare omogeneo e diversificato allo stesso tempo, riuscendo a offrire coerenza stilistica e organicità ma anche varietà.

Forse il disco avrebbe guadagnato ulteriormente in peculiarità se fosse stato cantato totalmente in lingua basca, ma probabilmente sarebbe risultato meno comprensibile agli ascoltatori. Questo però non è che un piccolo appunto che non va assolutamente a inficiare sulla prova d’esordio degli Etxegiña, i quali con Herederos Del Silencio danno una grande risposta ai tanti progetti NSBM che popolano la scena, dimostrando che si può fare del buon black metal politicamente schierato senza essere per questo dei nazisti/fascisti di merda.

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