EVA CAN’T – Gravatum

 
Gruppo: Eva Can't
Titolo: Gravatum
Anno: 2017
Provenienza: Italia
Etichetta: My Kingdom Music
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TRACKLIST

  1. L'Alba Ci Rubò Il Silenzio
  2. Apostasia Della Rovina
  3. La Ronda Di Ossa
  4. Oceano
  5. Terra
  6. Gravatum
  7. Pittori Del Fulgido Astratto
DURATA: 01:02:14
 

«La vita ci sfugge, che dolce sconfitta.»

Atmosfere, teatralità, vocalità fortemente espressive mescolate a un tappeto strumentale che è prog, ma non soltanto prog: questi sono i bolognesi Eva Can't, sulle scene dal 2009, e "Gravatum" è la loro creatura numero quattro.

La caratteristica principale di questo lavoro è senz'altro la sua ricchezza, unita al fortissimo desiderio di sperimentare che spinge i quattro componenti a ricercare nuovi linguaggi espressivi sia nei testi — in italiano, dal sapore fortemente filosofico e incentrati sulla caducità dell'esistenza umana — che nelle melodie, articolate ed eterogenee, tanto da averle definite «Dramatic Metal».

"Gravatum" si apre con "L'Alba Ci Rubò Il Silenzio" e la sua lunga intro, caratterizzata da suoni atmosferici e artificiali che lasciano pian piano spazio agli strumenti, come in un racconto scritto nelle note. In "Apostasia Della Rovina", invece, è la componente teatrale a imporsi come protagonista attraverso le lunghe e appassionate parti non cantate ma recitate, insieme a un elemento musicale più pesante e vicino al metal vero e proprio.

I momenti di impatto non mancano in generale: li troviamo nella lunga outro di "Pittori Del Fulgido Astratto" o nella titletrack e i suoi episodi più incalzanti, affiancati da un timbro stavolta più sporco. Le vere perle del disco, però, sono tre: la splendida "La Ronda Di Ossa", una ballata folk venata di etnicità e con protagonista la morte (che probabilmente funge anche da narratrice) e la sua macabra danza; il prog — nella sua forma più essenziale e tipica, con tastiere e la presenza di Andrea Mosconi dei Mourn In Silence in veste di ospite nell'assolo — che troviamo in "Oceano", in cui ci fa compagnia il suono delle onde; e infine la squisita malinconia per piano e archi di "Terra".

Questi tre brani più degli altri valorizzano il disco e gli conferiscono impatto, però ciò non significa in nessun modo che gli altri abbiano valore inferiore: "Gravatum" è — in generale — un gioiello pregiato, di cui scopriamo dettagli nuovi solo ascoltandolo con attenzione e rigirandocelo tra le mani con cautela. Gli Eva Can't sono un nome che possiamo, anzi dobbiamo, sfoggiare con vanto e far conoscere a tutti coloro che ancora non hanno avuto il piacere.

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