EVA’S MILK – Eva’s Milk

 
Gruppo: Eva's Milk
Titolo: Eva's Milk
Anno: 2014
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Pendulum
  2. Odio I Rockets
  3. Patti Coi Luciferi
  4. Consolamentum
  5. Justine
  6. Il Mare Sordo
  7. Toy Boy
  8. L'Orrore Si Veste Sottile
  9. Badishù
  10. Doombooh
  11. Fontanelle
  12. Lì È Il Domani
DURATA: 42:21
 

Il terzo disco rilasciato dovrebbe rappresentare il punto di svolta, l'ho ripetuto e scritto ormai chissà quante volte, è infatti credenza comune che quell'uscita possa divenire il crocevia preposto a definire il destino di un gruppo. Gli Eva's Milk si trovano a fare i conti proprio con tale passaggio cruciale in occasione dell'album eponimo, dopo avermi lasciato un gran bel ricordo sia con "Cassandra E Il Sole Che Oscura" che con il successivo "Zorn". La miscela di suoni rock statunitensi fusa con l'approccio di certo alternative italiano funzionava e bene, il presente però sembra raccontare una storia che manca di continuità, ma non per questo priva di spunti intriganti e possibili sviluppi futuri.

Rispetto a quanto esposto dai suoi predecessori, "Eva's Milk" ha perso parte del carattere peculiare che contraddistingueva i Novaresi e la scaletta sembra raccogliere più una serie di singoli che canzoni asservite a dar forma a un album. La vedo così per il semplice fatto che i pezzi pare siano sempre pronti ad aprire scenari nuovi, non portandone però a conclusione nessuno; tralasciando gli sbalzi qualitativi dovuti a un continuo cambio di umore e una modalità di esecuzione che tende ad accendere e spegnere l'animo del disco. Dico ciò nonostante reputi la varietà e la capacità di spaziare un pregio e non un difetto.

Il cammino dei Nostri è continuamente saltellante, a tratti anche interessante, ma arrangiato in maniera scarna, un girovagare che conduce all'orecchio il fascino western di "Pendulum", che rigurgita acidamente in "Odio I Rockets", che si appesantisce e inscurisce nella nevrotica e pesante "Consolamentum", ammettendo candidamente di possedere un lato inquieto e gentile in "Justine". Tutto ciò però non basta a sopperire alla mancanza di personalità e grinta genuina, caratteristiche che infiammavano "Zorn", rendendo così l'ascolto — soprattutto nella sua seconda parte — sin troppo accomunabile a quanto già licenziato da altri artisti — anche connazionali — e mostrando sul lungo andare il fianco e un certo appiattimento.

"Eva's Milk" non è un lavoro completamente riuscito, rappresenta comunque un gradito attimo di riflessione trasposto in note, ha un suo perché e per coloro che divorano assiduamente uscite del genere potrebbe essere di piacevole compagnia. Mi auguro che nel prossimo futuro i Piemontesi riprendano pienamente in mano le redini della situazione, marchiando nuovamente le proprie produzioni con quella che è da sempre la loro forza: lo spirito degli Eva's Milk. È da lì che si deve ripartire, se si vuole raggiungere il traguardo che davvero conta.

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