Evangelion - Revelations | Aristocrazia Webzine

EVANGELION – Revelations (Or The Spawn Of Greed And War)

Gruppo: Evangelion
Titolo: Revelations (Or The Spawn Of Greed And War)
Anno: 2021
Provenienza: Svizzera
Etichetta: Auric Records
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TRACKLIST

  1. The Reign Of The Prophets
  2. Of Mercenaries And Marauders
  3. From Pandemonium
  4. Vanitas
  5. A King’s Dream
  6. The Deathsman
  7. Pestis
  8. As The Soldiers Leave The Battleground
  9. Premonition
DURATA: 43:16

A due anni abbondanti dall’EP di esordio, tornano gli Evangelion, progetto ibrido tra black e doom metal che arriva dall’Engadina, valle svizzera poco lontana dal confine con l’Italia e, in particolare, con la Valtellina. Proprio la vicinanza con la Valtellina aveva avuto un ruolo molto forte nel concept alle spalle di Sacro Macello, l’EP di cui sopra, ispirato alla strage del 1620 consumatasi proprio nell’odierna provincia di Sondrio, a danno della popolazione riformista luterana che abitava la valle in quegli anni.

A quanto pare, il gruppo capitanato da Evangelion (che da qualche anno è entrato tra le fila delle nostre vecchie conoscenze engadinesi, i Wacht) sentiva di avere altro da dire in merito, e Revelations si presenta in tutto e per tutto come un seguito del lavoro del 2019, tanto che all’interno del libretto i brani sono numerati a partire da una parte IV che prende le mosse proprio da dove l’ultima traccia di Sacro Macello, la parte III, si concludeva. Veniamo così catapultati nella terra dalle tre lingue (romancio, svizzero tedesco e italiano) del 1621, un periodo di fortissime turbolenze date dall’occupazione austriaca e dalle conseguenti rivolte popolari. Per l’intera durata di Revelations gli Evangelion scorrazzano in una valle devastata dal conflitto e denunciano l’imperialismo cattolico degli Asburgo con il loro misto di black e doom metal, in un album estremamente interessante dal punto di vista storico e concettuale. La storia del Canton Grigioni non è certo uno degli argomenti più comuni nell’underground estremo, e questi quarantacinque minuti si rivelano molto ricchi di spunti.

A essere un po’ meno di impatto è invece l’aspetto prettamente musicale: è evidente come Evangelion, oltre che cantante autore di tutte le musiche, i testi e gli arrangiamenti, abbia prestato attenzione certosina a ogni dettaglio e si sia impegnato per rendere Revelations il più possibile vario e mai banale, ma non sempre varietà equivale a qualità. Le matrici del progetto sono sempre a mezza via tra black metal e doom, ma è quando l’engadinese cerca di uscire a tutti i costi dai binari che non sempre centra il bersaglio. Tra interludi, downtempo, cori, ritornelli, parti acustiche e altre più atmosferiche, voci pulite, sovraincisioni e chissà quanto altro, il repertorio è davvero vasto, tuttavia non sempre ciascun elemento si incastra a dovere con tutti gli altri. A volte, al contrario, la sensazione è proprio opposta, che ciascuna di queste soluzioni viva una vita propria e separata rispetto alle altre, e che quindi l’ennesimo cambio di registro non stia in realtà aggiungendo granché a quanto detto finora. I brani strumentali (ben tre su otto totali, di cui uno da oltre quattro minuti ed esclusivamente composto da synth ed effetti) sono piuttosto estemporanei, scollegati dalle atmosfere delle canzoni vere e proprie, mentre il primo pezzo, da quasi nove minuti, ha praticamente tre intro differenti. Scelte del genere, e in tutto Revelations ce ne sono diverse, contribuiscono a rendere l’album sì molto vario, ma anche estremamente frammentato e sconnesso.

Un esordio di luci e ombre quello degli Evangelion, promossi a pieni voti per l’impegno e le tematiche affrontate, ma ancora bisognosi di trovare la quadra sugli obiettivi musicali da raggiungere.