Evangelion - Solo Macello

EVANGELION – Sacro Macello

Gruppo:Evangelion
Titolo:Sacro Macello
Anno:2019
Provenienza:Svizzera
Etichetta:Auric Records
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. Sacro Macello
  2. Signum Sanguis
  3. Proclamation
DURATA:19:06

Nel luglio del 1620, in piena guerra dei trent’anni, in Valtellina si consumò una strage il cui obiettivo era l’eliminazione fisica di tutta la popolazione riformata che abitava la valle, per favorire il controllo di un territorio fondamentale per le comunicazioni e gli scambi commerciali fra Spagna e Austria asburgiche; capeggiata dal cavaliere cattolico Giacomo Robustelli, quest’azione venne chiamata dallo storico ottocentesco Cesare Cantù Il Sacro Macello di Valtellina (che è anche il titolo di un suo saggio del 1853). Da qui anche il titolo dell’EP di debutto dello svizzero engadinese Evangelion, Sacro Macello.

“Sacro Macello” è anche il brano che apre il disco, e con i suoi otto minuti e dodici secondi mette sul piatto tutte le capacità di Evangelion e quindi le caratteristiche del suo modo di fare musica; tre parti molto ben amalgamate ripercorrono il sanguinoso episodio storico: ci sono case date alle fiamme, le campane del paese di Tirano che rintoccano sinistre, e una pioggia di tremolo picking (chitarra e basso sono affidati ad Ainga) e di blast beat (la batteria è invece appannaggio di Dominik) danno il via al massacro; poco oltre la metà del pezzo prende corpo un’epica marcia doom che spezza la ferocia black metal. Lo svizzero — che vi ricordo si occupa delle parti di voce pulita sui dischi dei Wacht e dal 2018 è un membro effettivo della formazione elvetica — scrive e compone fin dagli anni ’90, tanto che parte del repertorio di questo EP è datato 1996 e 1998, e soltanto nel novembre del 2019 ha trovato un’incarnazione discografica grazie anche ad Auric Records. Sacro Macello è classico, ma di quel classico che non passa mai e che ricorda da vicino il black di scuola svedese, venato di melodie ai limiti del folk; “Signum Sanguis” lo conferma coniugando con ancora maggiore efficacia l’intransigenza del black metal con parti di chitarra che sembrano uscite dagli anni ’80 e voci pulite da pelle d’oca. Chiude questo terzetto seicentesco “Proclamation”, col suo tappeto di synth un po’ dungeon e delle percussioni marziali.

Il primo EP di Evangelion è come un vino pregiato lasciato invecchiare, ne berrei una botte intera, ma adesso vorrei provare anche del novello, perciò spero che dall’Engadina arrivi presto un full length, perché la stoffa c’è, diamine.

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