EVANGELIST – Doominicanes

EVANGELIST – Doominicanes

Informazioni
Gruppo: Evangelist
Titolo: Doominicanes
Anno: 2013
Provenienza: Polonia
Etichetta: Doomentia
Contatti: facebook.com/evangelistmetal
Autore: Mourning

Tracklist
1. Blood Curse
2. Pain And Rapture
3. Deadspeak
4. To Praise, To Bless, To Preach
5. Militis Fidelis Deus

DURATA: 44:36

Vi ricordate dei polacchi Evangelist? Il 2011 ce li presentò inaspettatamente con un disco, “In Partibus Infidelium”, che per il sottoscritto divenne un ascolto fisso: un album che non inventava nulla, piuttosto viaggiava su onde sonore che vedevano i Candlemass praticamente onnipresenti insieme a una schiera ampia di realtà gigantesche e riconoscibilissime, peraltro citate nella recensione, ma che al tempo stesso era letteralmente affascinante sia per la piacevole maniera ortodossa con la quale dava vita al doom che per l’ottima prova del cantante. È da quelle basi che la formazione proveniente da Cracovia è ripartita, basi che hanno modellato il secondo capitolo “Doominicanes”, in tutto e per tutto sulla scia segnata dal predecessore.

Per portare a casa un buon risultato, mettendo a disposizione degli ascoltatori navigati prove così classiche e volutamente ancorate agli stilemi del genere epico, bisogna essere in possesso di una grande capacità compositiva, di incantare ed emozionare, oltre a una bravura esecutiva e una componente vocale ben al di sopra della media. Su tali punti sembra proprio che non vi siano lacune riscontrabili, difatti quella degli Evangelist è una prestazione permeata continuamente dal grigiore ancestrale e dalla fierezza, anche battagliera e rituale, grazie a spunti che sembrano uscire dall’operato dei britannici Solstice, dei nostrani Doomsword e dei maltesi Forsaken, che confluiscono in brani possenti e gravemente impegnati. Il trittico formato dall’iniziatica “Blood Curse”, dalla seducente “Deadspeak” (dove spicca il ritornello) e dall’epopea conclusiva di “Militis Feudis Deus” (pezzo che racconta il periodo storico delle crociate, analizzandolo però attraverso gli occhi dei crociati stessi) guida un lotto breve, appena cinque gli episodi racchiusi nell’album, ma di gran valore. In “Doominicanes” non c’è una sola nota fuori posto, gli assoli sono perfettamente incastonati all’interno dei brani, le melodie evocano solitudine, malinconia e in generale quelle sensazioni derivate da epoche marchiate dall’incertezza, dalla decadenza e dal misticismo distruttivo dovuti al progressivo aumento di potere della follia religiosa.

Adesso che i Candlemass si sono ritirati, questi ragazzi potrebbero forse esserne i successori. Lo so, un’affermazione simile sa tanto di “bestemmia”, eppure le atmosfere in stile “Epicus Doomicus Metallicus” che li accompagnano sono veramente belle ed è impossibile per me non tenerne conto, data la mia passione per Leif e soci. Purtroppo non si hanno notizie certe su chi siano i componenti della band, sarebbe da far loro i complimenti.

È vero che questo panorama ci offre una gamma di uscite ultra valide con una costanza che altre scene non hanno, e magari azzeccare due dischi brillanti di seguito non verrà visto come un vero e proprio miracolo, di sicuro però c’è che sia “In Partibus Infidelium” che “Doominicanes” lo sono. E dato che al tempo vi consigliai l’acquisto del primo, non posso esimermi dal fare altrettanto con quest’ultimo. Se il vostro orientamento religioso vi vede fedeli alla “Church Of Doom”, allora non dovete proprio perdervelo.

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