EVENSTATE – Inside

 
Gruppo: Evenstate
Titolo: Inside
Anno: 2015
Provenienza: Olanda
Etichetta: Autoprodotto
Contatti:

Sito web  Facebook  Twitter  Soundcloud  Youtube  Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. A Letter From Sue
  2. Distorted Mirror
  3. Chosen One
  4. Cannot Resist
  5. Cold Embrace
  6. Through The Valley Of Death
DURATA: 34:09
 

Dall'Olanda con furore arriva il sestetto degli Evenstate, che si presenta con le idee piuttosto chiare: un progressive metal di stampo americano in grado di omaggiare due fra i nomi più famosi del nostro periodo, Dream Theater e Symphony X. Normalmente potrei aver da ridire nel caso qualcuno ammettesse così chiaramente di voler prendere ispirazione da nomi sacri, eppure mi fa piacere notare come il risultato finale contenuto in "Inside" sia tutto fuorché un'anonima scopiazzata.

Benché l'EP sia ancora una semplice prova da raffinare, sia le competenze tecniche che quelle compositive degli Olandesi vengono subite messe in risalto grazie a continui cambi di tempo estremamente melodici, i quali non solo riescono a dare il giusto spazio a tutti i componenti del gruppo (l'alternanza fra il tastierista David e il chitarrista Erwin è infatti piuttosto frequente), ma si amalgamano in maniera molto convincente, senza far pesare quasi mai la durata media dei brani (circa sei minuti). Per di più, pezzi come "Distorted Mirror" (il mio preferito in assoluto) o "Cold Embrace" entrano proprio in testa, per via delle linee vocali musicali esaltate dalla notevole estensione di Moniek. Questa però non riesce a convincere pienamente: non fraintendetemi, le qualità tecniche sono davvero impressionanti, ma sinceramente non sono riuscito ad apprezzare sempre il sua timbro che, nei momenti meno aggraziati, sembra forzare una tonalità più maschile, nonostante la cantante abbia una bellissima voce. Ciò finisce per pesare nei momenti nei quali Moniek non può dar sfogo a tutta la sua potenza vocale, come nel caso di "Cannot Resist", in cui lo spartito risulta meno aperto a note lunghe.

A ogni modo, "Inside" rimane davvero una prova interessante, anche per via dei testi piuttosto forti e inaspettati, che avvicinano il gruppo molto più agli Evergrey che ai due prima citati: un carattere aggressivo, schietto e — soprattutto — per tutti gli amanti di un progressive metal serrato, ma molto melodico. Mi piacerebbe consigliare di lasciare Moniek libera di sentirsi più femminile nella sua esecuzione, tuttavia non vorrei sembrare eccessivo; in ogni caso, ammetto di essere stato stuzzicato dal sestetto, quindi ora mi aspetto che il primo disco ufficiale sia qualcosa di molto più sostanzioso, mi raccomando!

Facebook Comments