EVERSIN – Trinity: The Annihilation

EVERSIN – Trinity: The Annihilation

 
Gruppo: Eversin
Titolo: Trinity: The Annihilation
Anno: 2015
Provenienza: Italia
Etichetta: My Kingdom Records
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TRACKLIST

  1. Flagellum Dei
  2. Fire Walk With Me
  3. Chaosborn
  4. We Will Prevail
  5. Crown Of Nails
  6. Beneath An Atomic Sun
  7. Litanies Of War
  8. Trinity
DURATA: 39:11
 

Prima di iniziare con la recensione, mi tocca fare una premessa: io e il Thrash Metal non andiamo tanto d'accordo. È un genere che non ha mai catturato la mia attenzione per diversi motivi e non ho mai perso tempo ad approfondirlo come si deve. Perché vi dico questo? Semplicemente perché la band in questione appartiene a questa categoria musicale e quello che leggerete è il parere di un (quasi) profano.

Inutile dire che non avevo mai sentito parlare degli Eversin, gruppo di Agrigento attivo precedentemente come Fvoco Fatvo e giunto al suo terzo album. Il titolo di questo lavoro, "Trinity: The Annihilation", deriva dal nome in codice della prima detonazione di una bomba atomica a opera dei sempre simpaticissimi statunitensi; se non fosse chiaro che la guerra è una delle tematiche alla base del disco, aggiungo che le otto tracce che lo compongono sono la rappresentazione musicale di un carro armato. Per tutta la scaletta verrete travolti dall'incredibile potenza del sound, un muro sonoro che devasta qualunque cosa si ponga davanti a esso; sono abbastanza sicuro di aver riconosciuto l'influenza degli Slayer, ma allo stesso tempo non ho avuto assolutamente l'impressione di ascoltare un loro clone, tutt'altro.

Le composizioni sono discretamente elaborate e riescono a dare a ogni strumento il giusto spazio: il suono tritaossa delle sei corde viene sorretto da una sezione ritmica che martella senza sosta, mentre il cantante recita furioso testi ispirati ai temi citati in precedenza, arrivando ad auto-proclamarsi divinità nucleare nella traccia che porta il titolo del disco. Il lavoro alla chitarra in particolare è decisamente buono e mostra il meglio di sé in "Crown Of Nails", senza dubbio uno dei brani più efficaci; altrettanto godibili sono gli assoli che si rivelano sempre adatti al contesto, come accade in "Chaosborn", e a tal proposito è degno di nota il contributo di Glen Alvelais (Forbidden, Testament e tanti altri) in "We Will Prevail". Un'altra comparsa che vale la pena nominare è quella di James Rivera degli Helstar in "Fire Walk With Me": in questo caso è il comparto vocale a essere arricchito con ottimi risultati; tuttavia il rovescio della medaglia è che per il resto del disco ne ho sentito la mancanza e — per quanto il cantante provi a variegare la propria prestazione con qualche growl — le urla rabbiose alla lunga mi hanno leggermente stancato, forse a causa di un'espressività non proprio ai massimi livelli, seppur non tragica.

Al di là di questo difetto minore, "Trinity: The Annihilation" è un album che funziona soprattutto grazie al suo impatto enfatizzato dall'ottima produzione; il merito va all'accoppiata composta da batteria e basso, che come uno schiacciasassi non si ferma davanti a nulla e riesce a ricreare costantemente quella sensazione di essere nel bel mezzo di una guerra. Nemmeno nei rallentamenti che di tanto in tanto compaiono nei brani è possibile trovare un attimo di respiro, è una sezione ritmica che varia e si evolve ma non smette mai di macinare.

Nonostante non mi abbia fatto cambiare idea sulla mia avversione verso il genere, non posso negare che l'ascolto di questo lavoro non mi sia dispiaciuto; le varie componenti sono ben equilibrate e danno tutte il proprio contributo per la riuscita del disco. La sua durata non eccessiva fa inoltre in modo che la noia non abbia nemmeno il tempo di mostrarsi ed è altrettanto vero che non ci troviamo di fronte a un album poco vario. Mi sento quindi di consigliare "Trinity: The Annihilation" a chi apprezza le derive più tecniche di questo stile e magari anche a chi ha voglia di iniziare ad approfondirlo.

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