EXECUTE – Katharsis

EXECUTE – Katharsis

 
Gruppo: Execute
Titolo: Katharsis
Anno: 2014
Provenienza: Polonia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Mother Death
  2. Blindness
  3. Worshiper
  4. Voice Of Madness
  5. Nature's Revenge
  6. Perfect Punishment
  7. Katharsis
DURATA: 27:29
 

La Polonia non finisce mai di sfornare band e gli Execute sono solo l'ultima delle tante formazioni che la scena death metal della terra est-europea ha condotto al mio orecchio. La conoscenza è scaturita dalla presenza in formazione del chitarrista Bartosz "Bart" Gawronski degli a me graditi Mortis Dei, da lì sono nati l'ascolto e la successiva richiesta al gruppo di una copia dell'album d'esordio "Katharsis" della quale poter parlare, operazione che mi accingo a iniziare ora nel dettaglio.

A quanto pare i polacchi hanno compiuto i primi passi nel 2010 con l'uscita di "Demo 2010", mentre nel 2011 si sono inseriti in uno split a quattro in compagnia di Unborn Suffer, Cranial Schism e Złośliwy Pomruk Odbytnicy, infine i tre anni successivi sono stati spesi per comporre il disco in questione. Si tratta di un lavoro che si rifà pesantemente al death metal degli anni Novanta, chiamando a sé la malevolenza di Deicide e Morbid Angel, la brutalità dei Cannibal Corpse, per certi aspetti quella dei Suffocation e a tratti il passo fiero e dirompente dei Bolt Thrower. I ventisette minuti di musica ci investono compatti e rocciosi, animati da una personalità violenta e intransigente.

La breve durata della scaletta, la buona prestazione in ambito compositivo ed esecutivo e una produzione casereccia e ruvida ma tutt'altro che limitante permettono a "Katharsis" di farsi ascoltare ripetutamente. Al suo interno vi sono un paio di tracce che ho trovato più coinvolgenti di altre ("Blindness", "Nature's Revenge" e "Katharsis"), tuttavia non si riscontra la presenza di episodi che potrebbero motivare l'utilizzo del tasto forward. Volendo proprio trovare un difetto, questo potrebbe risiedere in un andazzo ritmico che forse si adagia con troppa frequenza sull'imposizione di tempi medi, tanto che un operato di batteria maggiormente dinamico avrebbe giovato nel rendere la prova più vivace.

Gli Execute sono solo agli inizi e comunque quanto racchiuso in questa prima uscita risulta essere ben più che soddisfacente, facendo presagire che in futuro — magari supportati da un'etichetta che ne curi in maniera oculata la produzione e la promozione — anche loro potrebbero avere modo di entrare nelle case degli appassionati del genere. Per il momento rimangono una piacevole sorpresa che il mio orecchio — e mi auguro anche il vostro — continuerà a voler inserire nel lettore.

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