EXES FOR EYES – The Amsler Grid

EXES FOR EYES – The Amsler Grid

Informazioni
Gruppo: Exes For Eyes
Anno: 2011
Etichetta: Year Of The Sun
Contatti: www.myspace.com/exesforeyesmusic
Autore: Mourning

Tracklist
1. Feel Again
2. A Life So Unfulfilling
3. Exes For Eyes
4. Romanticize The Struggle
5. Stop Thinking, Start Feeling
6. Embrace The Fire
7. Chains
8. Dig For Higher Ground
9. A Horrible Mistake

DURATA: 47:40

EXES FOR EYES - The Amsler Grid Gli Exes For Eyes sono un combo canadese di recente formazione con in line up l’ex Annihilator Dave Sheldon, la band è un misto di metal melodico, catchy che miscela tinte rock e metalliche attingendo da band come Slipknot, Baptized In Blood e lievi quanto sparuti passaggi in cui si nota un feeling di stampo thrash miscelati con altrettanti richiami al groovy sound.
La proposta è di quelle moderne che giocano spesso su chitarre corpose, refrain alquanto semplici da memorizzare (“Embrace The Fire”) non rinunciando all’ormai noto scambio di voci con la presenza di fraseggi sia in growl che in clean, soluzione ampiamente riscontrabile a esempio nella titletrack.
Il disco scorre fra alti e bassi mostrando delle discrete potenzialità anche per chi si muove in una foresta ormai fitta e priva di spunti degni di nota, il numero di act che tentano di miscelare più stili ha raggiunto quote inverosimili ed è quindi sempre più semplice trovarsi di fronte a buoni dischi ma che sembrano prodotti ed eseguiti con lo stampino.
Formalmente infatti è difficile negare la bontà della prova insita in “The Amsler Grid” che guadagna punti nei momenti più dilatati di una “Romanticize The Struggle” e nei frangenti in cui la solistica riesce a sgorgare con discreta padronanza della situazione, è comunque la parte conclusiva del platter che permette agli Exes For Eyes di metter la testa fuori dalla sabbia producendo i brani di maggior interesse per qualità delle composizioni e schemi che, pur non distaccandosi per più di un semplice momento dalla canonicità di una proposta conosciuta, possiedono le capacità adeguate per assestare dei buoni colpi (“Chains” e “Horrible Mistake”).
Strumentalmente abbiamo fra le mani un “Amsler Grid” che urla, si dimena con forza ma non si schioda dal punto di partenza, manca sempre quel quid che porti i brani a un livello successivo, è gradevole, lo s’inserisce nelle stereo e lo si ascolta con la dovuta dose d’interesse solo che una volta finito non ti lascia quell’input che porti il dito a ripremere il tasto “play”.
E’ pur sempre una prima prova, una base da cui elaborare e accrescere la gamma di varianti da sfruttare e affinare le armi già in dotazione, molto valide sono quelle che fanno riferimento all’assetto ritmico ben incassato e alle dinamiche del riffing, ripartendo da tali punti e dando una registrata alle partiture di voce offrendo una vivacità più netta nei cambi d’impostazione dal growl al clean i risultati potranno di sicuro migliorare, nell’attesa concedete un po’ del vostro tempo a “The Amsler Grid” e fatevi l’orecchio.

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