EXHUMED – All Guts, No Glory

 
Gruppo: Exhumed
Titolo:  All Guts, No Glory
Anno: 2011
Provenienza:   U.S.A.
Etichetta: Relapse Records
Contatti:

Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. All Guts, No Glory
  2. As Hammer To Anvil
  3. Your Funeral, My Feast
  4. Through Cadaver Eyes
  5. Death Knell
  6. Distorted And Twisted To Form
  7. I Rot Within
  8. Dis-assembly Line
  9. Necrotized
  10. Funereality
  11. So Let It Be Rotten… So Let It Be Done
DURATA: 36:17
 

Parlando degli Exhumed ho sentito diverse opinioni: alcuni ascoltatori li adorano mentre altri li odiano. Dopo otto lunghi anni di assenza dalla scena, il gruppo si mostra nuovamente con un disco che promette bene se volessimo credere agli immancabili canti di lode intonati dall'etichetta. Tutti noi conosciamo ormai lo stile della macchina pubblicitaria.

Ricordo dei musicisti che provocavano un casino immenso maltrattando i loro strumenti. Death molto vicino al grind e da esso fortemente influenzato era il marchio di questo quartetto statunitense, la sua passione per il gore e lo splatter era inequivocabile. Osservando la copertina della nuova opera che oltretutto mi affascina un poco, mi sembra di capire che i soggetti trattati non siano cambiati.

È giunto il grande momento. Gli mp3 inviatici dalla Relapse sono caricati sul mio Ipod, premo il tasto e stimolo questo gioiello della tecnica a riprodurne le note. Il mio scetticismo sparisce immediatamente. "All Guts, No Glory" è un gran pezzo d'entrata e sembra mostrare che gli Exhumed non sono per nulla stanchi di maltrattare l'udito del loro pubblico. Un buon inizio non garantisce però ancora un buon disco. Mi metto allora febbrilmente alla ricerca di macchie, nei e lacune che mi permettano di scannare il lavoro e che mi diano la possibilità di sbattere il gruppo nella pattumiera. Per mia disgrazia finora non trovo nulla di sgradevole. Anzi, mi sembra che questi pazzoidi abbiano utilizzato gli otto anni per consolidare la loro tecnica strumentale. La linea diretta verso i Carcass è indiscutibile ed io mi permetto di andare ancora oltre. "All Guts, No Glory" mi ricorda in molti punti le opere degli inglesi che li resero famosi agli inizî degli Anni Novanta, pur essendo chiaramente meno melodici. Penso qui in particolare a un certo EP…

Ogni secondo che passa sprigiona potenza, le canzoni sono vorticose, l'esecuzione tecnica è assolutamente impeccabile, di ottimo livello e i musicisti dimostrano di partecipare con grande entusiasmo e divertimento. Sono proprio queste due qualità a infettare l'ascoltatore.

Durante la mia gioventù è stato il death metal ad accompagnarmi durante l'estate con dischi memorabili che ora sono considerati dei classici. Dubito che "All Guts, No Glory" sarà definito così fra dieci anni. È comunque già ora sulla lista dei migliori dischi del 2011 e sarà la mia colonna sonora per la stagione calda, onorando così le passioni di vent'anni fa.

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