EXHUMED – Necrocracy

EXHUMED – Necrocracy

 
Gruppo: Exhumed
Titolo:  Necrocracy
Anno: 2013
Provenienza: USA
Etichetta: Relapse Records
Contatti: Bandcamp
 
TRACKLIST

  1. Coins Upon The Eyes
  2. The Shape Of Deaths To Come
  3. Necrocracy
  4. Dysmorphic
  5. Sickened
  6. (So Passes) The Glory Of Death
  7. Ravening
  8. The Carrion Call
  9. The Rotting
DURATA: 38:22
 

Quanto sarà necessario presentarvi gli Exhumed? Siete lettori assidui, dunque la risposta è… per niente! Nel 2011 vi parlai in maniera entusiasta di "All Guts, No Glory" che diventò la mia colonna sonora estiva.

Ora "l'estate sta finendo e un anno se ne va", come cantavano i Righeira, ma gli Exhumed restano e ci servono un lavoretto intitolato "Necrocracy". Il libercolo mostra una copertina poco abituale per il gruppo e la prima domanda che mi pongo è: "Sono diventati politici?". Fortuna vuole che sia ben fornito e che contenga quattro pagine redatte dal gruppo, nelle quali Matt ci racconta come Rob Babcock e Mike Hamilton sostituirono alle pelli e al basso i colleghi che non erano più disponibili per delle lunghe serie di concerti. Forse vi ricorderete che Danny Walker e Leon Del Müerte sono stati protagonisti di un viavai continuo, dentro e fuori dagli Exhumed. Chissà che un giorno li rincontreremo? Finalmente trovo la risposta che cercavo… sì, i testi sono socio-critici e si rivolgono verso il sistema nel suo complesso, particolarmente quello statunitense. Passiamo ora al prodotto musicale, quello che interessa maggiormente ai lettori.

La prima pista intitolata "Coins Upon The Eyes" è basata su una scala molto "carcassiana" e automaticamente mi chiedo se la scelta sia dovuta all'uscita di un nuovo disco degli inglesi. Calcolo? Omaggio? È un fatto che lo stile dei Carcass si trova come un filo d'Arianna nel corso dell'opera; combinato con ritmi thrash della Bay Area, crea tracce medio-lente come "Dysmorphic" che sono da divertimento puro. Gli Exhumed hanno forse tolto un poco il piede dall'acceleratore, ma non temete, voi amici della velocità starete forse un poco a dieta, trovando comunque abbastanza da masticare. "Necrocracy" ha bisogno di essere ascoltato più volte per permettere all'utente di scoprire tutte le sfumature e di apprezzarne la qualità fornita da musicisti esperti.

Il quartetto californiano ha forse regolato leggermente il suo stile oppure semplicemente non è riuscito a offrirci uno dei suoi dischi di livello più alto. È però indiscutibile il fatto che "Necrocracy" resti un lavoro solido e compatto, con alti e bassi dettati dalla percezione individuale del pubblico. C'è un solo modo per scoprire se vi garbi: ascoltarlo.

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