EXMORTEM – Pestilence Empire

 
Gruppo: Exmortem
Titolo: Pestilence Empire
Anno: 2002
Provenienza: Danimarca
Etichetta: Osmose Productions
Contatti:

non disponibili

 
TRACKLIST

  1. Ghastly Grotesque
  2. Funerary Sculpture
  3. Pestifer
  4. Death Deceiver
  5. Malus Invictus
  6. Grand Dome Of Destruction
  7. Icecold Ugliness (Part 2)
  8. Gruesome Icons
  9. A Tyrants Hunger
DURATA: 33:39
 

Gli Exmortem rientrano di sicuro in quella cerchia di band che non hanno riscosso quanto avrebbero meritato. La formazione danese, sciolta ormai nel lontano 2010, ha una discografia di tutto rispetto, priva di passi falsi e con almeno due dischi assolutamente da possedere, il debutto "Labyrinths Of Horror" (1995, per chi scrive il loro capolavoro) e "Pestilence Empire" (2002).

"Pestilence Empire" ha rappresentato un passaggio fondamentale per l'evoluzione del gruppo, ancor più del suo predecessore "Berzerker Legions" (2001) che aveva iniziato a delinearne la versione 2.0. Gli Exmortem si spostarono da un suono classicamente riconducibile alla vecchia guardia del death metal, oscuro e maligno, in direzione della furia belluina devastante insita nelle uscite partorite sul finire degli anni Novanta (esempio classico gli Hate Eternal di "Conquering The Throne", 1999) e nei primi anni del secondo millennio (i Decapitated di "Winds Of Creation" o gli Internecine di "The Book Of Lambs"), attingendo innegabilmente dai maestri Morbid Angel, poi estremizzandosi e personalizzandosi.

Trentatré minuti avvolti in un'aura nera e densa, la scaletta si presenta monolitica e lanciata in velocità, perpetrando affondi decisi che colpiscono con determinazione ed efficacia, specialmente nel trittico di brani iniziale ("Ghastly Grotesque", "Funerary Sculpture" e "Pestifer") che fornisce in tutto e per tutto una chiara e precisa idea del modus operandi con il quale agiscono gli Exmortem. I riff sono densi e strutturati in maniera tale da innalzare un vero e proprio muro di suono, la batteria martella ininterrottamente, movimentando la situazione con improvvisi cambi di tempo e un buonissimo uso dei cimbali, mentre il growl-scream soffocante e infernale si presta benissimo per addensare e infuocare ulteriormente uno scenario in cui l'aria risulta essere irrespirabile e fottutamente impregnata di odore di morte.

Un rilascio perfetto? Assolutamente no, alcuni potrebbero ritenerlo sin troppo quadrato nella sua marcia e pertanto non apprezzare questa sua esagerata compatezza, ma non si lascino ingannare da un ascolto disattento, poiché sia il riffing che la batteria sono tutt'altro che privi di variazioni. Ci sarebbe poi da tenere in conto la produzione di un Tue Madsen che probabilmente si dimenticò quale ruolo avrebbe dovuto svolgere il basso, praticamente cacciato in profondità, non completamente estromesso ma decisamente penalizzato; peccato, perché un'esposizione più significativa avrebbe conferito un sostegno aggiuntivo alla di per sé tellurica base ritmica.

Gli Exmortem sono belli che andati, ma la loro musica continua a regalare emozioni. Se il death metal violento e senza compromessi fosse di vostro gradimento, non dovreste farvi mancare in collezione un gioiellino come "Pestilence Empire".

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