EXMORTUS – In Hatred’s Flame

 
Gruppo: Exmortus
Titolo:  In Hatred's Flames
Anno: 2008
Provenienza:  U.S.A.
Etichetta: Heavy Artillery Records
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TRACKLIST

  1. In Hatred's Flame
  2. Triumph By Fire
  3. War Gods
  4. < Onward To Battle
  5. Valor And Might
  6. Axes Of War
  7. Glory On The Battlefield
  8. Onslaught
  9. Storms
  10. Wrath Of Vengeance
  11. Fimbulwinter
DURATA: 42:55
 

Questa giovane band americana si presenta con un suono carico di contaminazione: thrash Bay-Area, death melodico e metal neoclassico Malmsteeniano, è questa combinazione che ha portato alla creazione del loro album di debutto "In Hatred's Flame", un disco molto ben suonato, veloce e coinvolgente sia per la struttura dei pezzi variegata e ben assemblata che per le prove dei singoli di buon livello in ogni ambito.

Che i ragazzi siano dotati di buona tecnica e buon gusto per la melodia si constata subito dato che sciorinano riff su riff riuscendo a destreggiarsi in maniera più che egregia fra il sound classicamente americano e quello di stampo europeo e la traccia apripista mette in chiaro la situazione su quale siano le loro intenzioni e voglie.

"Triumph Of Fire" è un turbinio continuo con una solistica a dir poco terremotante e ritmiche spacca ossa così come la successiva "War Gods" punta ad accellerare lasciando sempre spazio ad aperture ampie ed ariose, il tutto condito da basi thrash robuste e corpose. Per alcuni versi ricordano i Children Of Bodom nella loro miglior prova, quel "Something Wild" mai più ripetuto o solo qualitativamente avvicinato dalle opere successive dei finlandesi. Li accomunano la velocità e uno stile chitarristico ricercato che probabilmente farà storcere il naso ai conservatori.

Non per questo rinunciano alle peculiarità del death quindi si troverà anche qualche mini tirata e passaggi degni della migliore tradizione death melodica come nella parte centrale di "Onward To Battle". canzone in cui Balmore alla voce dal il meglio di sè, prima che una epica "Valor And Might" prenda forma con un riffato che sa di già sentito, sembra quasi sia uscito da un disco dei Battleroar, senza però dispiacere alle orecchie. Il cambio di tempo e la modalità espositiva del riffato muta sino a diventare un esempio del più classico death swedish di stampo Göteborg per poi riprendere a veleggiare su lidi più heavy metal.

Giocano con gli stili si percepisce la padronanza e la voglia della band di esprimere il background musicale che li ha formati. Un attimo di pausa lo dona “Axes Of War” pezzo strumentale prettamente scuola Malmsteen senza infamia nè lode. "Glory And Batterfield" e "Onslaught" coincidono con la fase calante, i pezzi stentano a decollare mancano di quel piglio che contradistingueva la prima parte della scaletta, scaletta che torna a risollevarsi con"Storms", "Wrath Of Vengeance" e la conclusiva “Fimbulwinter”, trittico di episodi da marcia trionfale che conduce a degna conclusione il nostro ascolto in un crescendo ritmico devastante.

Se la musica è buona c’è da dire che ancha la prove di Balmore dietro il microfono è di tutto rispetto, permettendo così al composto di sfogarsi al meglio tramite le liriche. Un album che ha come unico difetto la troppa derivazione da realtà troppo conosciute, difetto che però si può anche bypassare dato che si parla di un debutto, dando alla formazione il tempo di trovare una propria personale dimensione, per ora non posso dire che: godetevelo.

 

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