EXTREMA – The Seed Of Foolishness

 
Gruppo: Extrema
Titolo: The Seed Of Foolishness
Anno: 2013
Provenienza: Italia
Etichetta: Fuel Records
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TRACKLIST

  1. Between The Lines
  2. The Politics
  3. Pyre Of Fire
  4. The Distance
  5. Ending Prophecies
  6. Bones
  7. Again And Again
  8. Deep Infection
  9. Sick And Tired
  10. A Moment Of Truth
DURATA: 46:56
 

Gli Extrema sono uno di quei nomi che durante una discussione riescono a spaccare l'opinione, dividendola più o meno nettamente in schieramenti che si contrappongono. I Milanesi hanno sempre dimostrato di fare ciò che preferivano senza vincoli e non hanno mai rinnegato i passi falsi, o definiamoli contestabili, commessi nella loro ormai lunga carriera, venendo così apprezzati e supportati per le indiscutibili doti di musicisti quanto contestati per un presunto tradimento perpetuato nei confronti del metal, come i più classici dei venduti. Eppure oggi sono ancora qui, dopo oltre venticinque anni ci sono ancora.

Non so cosa li abbia risvegliati, è certo però che a parte i primi due album, "Tension At The Seams" e "The Positive Pressure (Of Injustice)", non mi avevano impressionato granché. Fra l'altro già allora, nonostante si presentassero come una band incazzata, pesante e godereccia, molti li avevano relegati in un angolo, poiché troppo simili ai maestri Pantera; eppure non so cosa ci sia di totalmente negativo in questo, visto che non suonavano cover, mentre oggigiorno c'è gente che infila nei propri scaffali tonnellate di dischi thrash totalmente fatti col «copia e incolla». In seguito con la partecipazione nei singoli "Mollami" e "Vai Bello" degli Articolo 31 — accoppiata che paragonare a quella composta da Anthrax e Run Dmc per "Bring The Noise" è pura bestemmia — il mio interesse verso di loro era del tutto scomparso, tanto che ascoltai distrattamente i dischi seguenti, sino a quando non ritrovai tracce di ciò che ritenevo essere una ripresa in "Pound For Pound".

A quattro anni di distanza da quel quinto disco, è stato partorito "The Seed Of Foolishness" e finalmente la formazione nostrana è tornata a brillare. Il lavoro è di quelli completi da qualsiasi punto di vista lo si voglia analizzare e rappresenta senza ombra di dubbio uno degli apici sia compositivi che di maturità raggiunti da Massara e soci.

Pronti, partenza e via: martellando con "Beetween The Lines" sin dalle prime battute, questi Extrema sfoderano una grinta e un fervore che non si sentivano da anni, come rimarcato anche in episodi dal piglio sicuro, thrash e devastante come "Pyre Of Fire" (nel quale appaiono echi dei Meshuggah) e "The Distance". Il gruppo riesce pure ad ammaliare l'ascoltatore con ritornelli affascinanti, belli quelli inseriti nella già citata "Pyre Of Fire" e in "Ending Prophecies"; immette invece mattoni su mattoni di groove in "Again And Again", lasciando poi la scena alla quiete melanconica inaspettata sul finire di "Ending Prophecies" e nella conclusiva, a tratti southern, "A Moment Of Truth". Infine trova anche il modo di far affiorare venature grunge (Alice In Chains) in "Bones".

Quella fornita dal quartetto milanese è una prestazione di livello superiore: Tommy Massara sia in chiave di costruttore di riff che in quella di solista non solo coinvolge, ma conquista letteralmente la scena; la sezione ritmica è robusta e quadrata, grazie al lavoro di batteria veramente corposo e ben scandito di Paolo Crimi, che in più di una circostanza valorizza i brani con un ottimo utilizzo dei cimbali, e all'apporto massiccio offerto dal compagno Gabri Giovanna al basso; Gl Perotti dal canto suo sembra tornato un ventenne, veracemente astioso e ribelle. Gli Extrema sembrano (o sono) davvero rinati.

Il concept che graficamente e testualmente dà corpo al pensiero apocalittico-complottista e la traccia fantasma che celebra una fra le più famose scene delle avventure/disavventure di Mr. Fracchia sono solo orpelli? La si può pensare così, oppure dar merito agli Extrema di essere riusciti a far convivere con semplicità tematiche serie e attuali con l'ilarità casereccia, o cafona se preferite, dell'Italia scanzonata. In fin dei conti due risate alleggeriscono l'atmosfera, prima dell'ennesima immersione di ascolto in "The Seed Of Foolishness".

Non so da quale parte della barricata voi stiate, se amiate od odiate questi ragazzi, so però che a prescindere dai gusti personali si può, e si deve, riconoscere agli Extrema una professionalità e uno spirito che hanno garantito loro di poter andare avanti, pur scendendo talvolta a compromessi nel corso del tempo. Va rimarcato tuttavia che con quest'ultima uscita sono ancora capaci di regalare al nostro udito del buonissimo metal. Adesso decidete cosa fare: dal mio punto di vista, soprattutto chi in passato apprezzò i dischi di inizio carriera dovrebbe almeno provare a divertirsi, scapocciando con "The Seed Of Foolishness" e poi chissà, da cosa potrebbe nascere cosa… Tentar non nuoce.

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