EZOPHAGOTHOMIA – Ezophagothomical Invasion

 
Gruppo: Ezophagothomia
Titolo:  Ezophagothomical Invasion
Anno: 2009
Provenienza:  Ucraina
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Estetic Disfigurement
  2. Rupture In The Scarps
  3. Ezophagothomical Invasion
  4. Zombiefied And Enslavement
  5. The Last Condemned
DURATA: 22:42
 

Non sono un fan di quello che viene definito slam death metal, le mitraglie continue e di frequente piatte che rincorrono una meta sparata chissà dove non mi hanno mai fatto impazzire, ancor più adesso che le produzioni odierne le rendono nitide e potenti falsificandone il reale valore. C'è da dire però che come per tutte le cose esistono le eccezioni, quando al tempo ascoltai i Devourment di "Molesting The Decapitated" (1999) con quel rullante simil tamburello mi piacque sin da subito la schizofrenia che quel tipo di proposta accoppiata a un suono sporco riusciva a darmi.

M'imbattei per per caso negli ucraini Ezophagothomia e m'incuriosirono tanto da contattarli e ricevere come risposta una loro disponibilità a inviarmi il demo "Ezophagothomical Invasion" (2009) composto da cinque tracce che, tralasciando "Intro" e "Outro", ne contiene tre perfette nel portare a termine il proprio dovere: smantellare budella e sparpagliarle in giro.

Ispirati sia dalla band già tirata in causa quanto da gruppo come Cephalotripsy e perché no qualcosa degli Abominable Putridity, i ragazzi erano già attivi agli inizi del nuovo millennio (2002) e dopo un periodo di separazione, fu il batterista Lev Kurgansky, unico membro fondatore rimasto, a rimettere in piedi il progetto nel 2008.

Cosa tirano fuori dalla faretra? Più che frecce direi salutari badilate. Le variazioni del riffato richiamano i classici schemi dello stile così come le sfuriate della batteria, peraltro dinamicamente valida anche nelle fasi meno sostenute, lo spettro vocale gorgogliante degno dei migliori gargarismi pre-risciacquo denti e un basso che agisce con diligenza a sostegno del drumming. Il tutto viene poi consolidato da una scelta di suono adatta a dare spessore a una demo che coglie nel segno.

La prestazione è di quelle ruvide, abrasive proprio in certi passaggi, il trio di episodi pancia del lavoro farà la felicità di chi, stanco delle confezioni in plastica spessa che ormai inondano il mercato, si rifugia ancora nella ricerca di un violento massacro privo di artefatti di proporzioni colossali: bloccate il videogame death metal!

L'esecuzione non è priva di pecca, i volumi sarebbero da regolare meglio, ma quando si va alla ricerca di cadaveri si deve tener conto forzatamente di certi parametri? Volendo no, visto che di album storici con defezioni di tale tipo ve ne sono una moltitudine, a esempio quello citato in testa alla recensione. Attendendo quindi che gli Ezophagothomia  ne pubblichino uno godetevi la brutalità di "Ezophagothomical Invasion" senza farvi troppo domande. A un mattone in pieno viso non si attribuiscono visioni alternative, rimarrà sempre e comunque una gran botta ricevuta.

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