FABIO GREMO – Don’t Be Scared Of Trying

faGruppo:Fabio Gremo
Titolo:Don’t Be Scared Of Trying
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Black Widow Records
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TRACKLIST

  1. Breeze
  2. Over The Rainbow
  3. By the Fire
  4. Dance of Hope
  5. Ballad For The Good Ones
  6. Friendship Is Gold
  7. Hypersailor
  8. Lullabite
  9. Odd Boy
  10. Don’t Be Scared of Trying
DURATA:34:58

Non avere paura di provarci, di mettersi in discussione, di saltare nel vuoto per raggiungere i propri obiettivi. Non avere paura di svelarsi, di mettere in mostra i propri sentimenti davanti al mondo. Dopo aver letto la scarna biografia che appare sul sito ufficiale di Fabio Gremo, non è difficile farsi un’idea di cosa il titolo del suo ultimo album, Don’t Be Scared Of Trying, potrebbe voler dire per lui. Fabio Gremo non è un musicista a cui piace stare con le mani in mano: diplomato in chitarra classica al conservatorio, ha calcato i palchi con gli IANVA e fa parte della formazione de Il Tempo Delle Clessidre, band che con i suoi tre album (ma il genovese è entrato con il secondo) è stata capace di risvegliare in noi il piacere del progressive rock italiano.

A questi impegni si accosta il progetto solista che porta il suo nome, col quale ha già pubblicato un album intitolato La Mia Voce, titolo che oggi suona paradossale, poiché si trattava di un’opera strumentale, mentre l’inserimento delle linee vocali è avvenuto soltanto con il secondo lavoro. Purtroppo è proprio nell’interpretazione vocale di Fabio Gremo che c’è qualcosa che non va: per quanto l’artista si impegni, mi pare di sentirci una certa insicurezza di fondo, coinvolgendo a fatica l’ascoltatore. Per inciso: se si mette tra parentesi il contributo dei numerosi ospiti, tutti gli strumenti che potete sentire — a esclusione della batteria e delle percussioni, cortesia di Marco Fabbri —  sono suonati da Fabio, e tutti con una certa proprietà, il che ha l’effetto di mettere in evidenza quanto la proposta sia sentita.

Al centro troviamo però la chitarra. In realtà non è al centro del mix, che rende ben distinguibile ogni strumento senza esagerare, ma si può sentire come il rapporto con le sei corde sia in qualche modo speciale. La chitarra classica ci sospinge, delicata con i suoi arrangiamenti, in momenti di un certo intimo lirismo, e di rado irrompe — se non proprio in qualche melodia accattivante — in passaggi piuttosto interessanti.

La varietà è il punto di forza decisivo della proposta: sarebbe stato troppo facile ripetere le stesse strutture, riproponendo la stessa formula senza tenere in conto il sopraggiungere della noia. Invece Fabio Gremo, senza evadere da un certo romanticismo di fondo, ha la qualità di saper convogliare sensazioni variegate, esplorando diverse possibilità sonore per ottenere una scaletta che risulta completa, in cui è difficile non riuscire a imbattersi in qualcosa di adeguato per il proprio palato. Ci si può trovare l’ariosa “Breeze”, la luce lunare di “By The Fire”, il ritmo accattivante di “Dance Of Hope” e il prog rock epico e a tutto tondo di “Hypersailor”. Il resto a mio parere è meno efficace, ma vere e proprie cadute di stile non ce ne sono.

Don’t Be Scared Of Trying è uno di quegli album che non passano spesso tra le nostre pagine, abituate a sonorità più pesanti. Se si è disposti ad accettare ciò, si potrà quindi apprezzare l’espressività di un musicista italiano e del suo percorso solitario, con i suoi punti di forza e le sue debolezze. Pensateci, potrebbe valerne la pena.

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