Faceless Burial - At The Foothills Of Deliration | Aristocrazia Webzine

FACELESS BURIAL – At The Foothills Of Deliration

Gruppo: Faceless Burial
Titolo: At The Foothills Of Deliration
Anno: 2022
Provenienza: Australia
Etichetta: Dark Descent Records / Me Saco Un Ojo Records
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TRACKLIST

  1. Equipoise Recast
  2. A Mire Of Penitence
  3. Dehiscent
  4. From The Bastion To The Pit
  5. Haruspex At The Foothills Of Deliration
  6. Redivivus Through Vaticination
DURATA: XXXXXXX

Una volta tanto da queste parti capita che non siamo in ritardo, ma in anticipo, e quindi fresco di Ceppino Death Fest e di concerto dei Faceless Burial, headliner del piccolo ma più che riuscito evento, mi porto a casa il vinile di At The Foothills Of Deliration per scriverne. E appena la puntina inizia a pescare le note dai solchi mi ritrovo in un’allucinatissima orgia che pare uscita dritta dritta dalla seconda metà degli anni ‘80.

Non solo la musica richiama i mostri sacri della Florida di venticinque e trentacinque anni fa, non solo le scelte di produzione analogica restituiscono un suono d’antan, ma anche la vera e propria narrazione del trio di Melbourne è intrisa di un’atmosfera da film dell’orrore ottantiano. Cimiteri, creature ripugnanti, corpi decomposti e oscure profezie abitano questi sei contortissimi brani, perfettamente inquadrati dal pennello di Dan Seagrave e dai suoi inconfondibili spuntoni. Se c’è un caso in cui punte acuminate e forme appuntite si combinano perfettamente con la musica, è proprio nei lavori dei Faceless Burial, perché i ragazzi vanno storti, se possibile ancora più storti che in passato, e ogni riff nasconde un altro riff peggio della barba di Chuck Norris che nasconde un altro pugno.

At The Foothills Of Deliration dev’essere stato un incubo in tutti i sensi fin dal principio: registrato su nastro a ventiquattro tracce e poi mixato e masterizzato in maniera completamente analogica, ha davvero un suono tutto suo, in cui batteria e basso sono sempre perfettamente distinguibili, e quest’ultimo in particolare riveste un ruolo di primissimo piano. Una produzione così particolare aiuta a evidenziare tutti i minimi dettagli delle sei canzoni, e a ogni ascolto è facile rendersi conto che sono davvero tanti. Pattern di batteria sempre diversi, riff mai uguali l’uno all’altro e, appunto, un basso in tutto e per tutto co-protagonista fanno dell’album per certi versi anche un figlioccio dei Death della maturità e dei Gorguts di Obscura, che però rimane saldamente ancorato a un immaginario estetico e tematico di almeno dieci anni più vecchio.

Al traguardo del terzo album, storicamente si dice sempre il più difficile, i Faceless Burial rispondono presente, e lo fanno con una caterva di idee e un disco che non dà un attimo di tregua. Caotico, violento, labirintico e tremendamente affascinante, At The Foothills Of Deliration farà la felicità di tutti gli amanti del death metal più articolato e allo stesso tempo dei suoni più naturali e ricercati. E ovviamente degli zombi.