FADING WAVES – The Sense Of Space

Informazioni
Gruppo: Fading Waves
Titolo: The Sense Of Space
Anno: 2011
Provenienza: Russia
Etichetta: Slow Burn Records / Solitude Productions
Contatti: myspace.com/fadingwavesband
Autore: Mourning

Tracklist
1. Air
2. Flashes
3. Destroying The Time
4. Perforate The Sky
5. Through The Veins

DURATA: 38:35

FADING WAVES - The Sense Of Space Alexey Maximuk e il suo progetto Fading Waves ripartono da dove li avevamo lasciati, dopo lo split con gli Starchitect, stavolta è il debutto “The Sense Of Space” a permetterci di analizzare e addentrare i nostri sensi nel loro mondo.
La natura post sia rock che metal è rimasta intatta, si è però scelto di diluire il sound, renderlo maggiormente evocativo ed etereo tramite un utilizzo imponente di sezioni di stampo ambient, è questa la miscela che in quaranta minuti viene sviscerata, rivoltata e ribaltata nelle tracce più corpose del lavoro, ognuna lunga ben oltre gli otto o nove minuti di durata.
Una produzione che incarna in sé elementi cari agli Isis e ai Cult Of Luna, che non rinnega i viaggi evanescenti degli Explosions In The Sky e la delicatezza dei Mono, senza però mai affondare o far sì che il trasporto diventi qualcosa di più di una prestazione ben eseguita e composta. Gira infatti nella testa la sensazione che quest’ordine così pulito e canonico non riesca ad accarezzare l’anima dell’ascoltatore come e quanto Alexey vorrebbe e potrebbe.
Supportato da ben tre chitarristi (Artem Bat’kov, Oleg Maximov e Konstantin Miroshnichenko) e due cantanti che si dividono il compito di alimentare il reparto utilizzando sia il growl nelle parti più aspre interpretate da Alexey Morgunov che il canto angelicamente clean di Anastasia “Elake” Aristova in quelle più sognanti, Maximuk sembra non riuscire a bucare quella calotta che lo tiene intrappolato all’interno di uno schema ciclico che si ripete e ripete, fatto di arpeggi periodici e melodie già note, peccato perché la sezione ritmica pone sul piatto delle dinamiche e varianti non eccessivamente complesse ma scorrevoli e apprezzabili per la maniera con la quale assecondano lo sviluppo delle canzoni.
Potrà non essere un riformatore del genere, colui che porterà nuova linfa vitale a un filone che comunque soffre ormai da tempo una costante creazione di cloni su cloni, è però notevole il balzo in avanti fatto dal compositore che già nel precedente lavoro in collaborazione aveva mostrato delle doti più che discrete, cosa manca quindi? Torniamo sempre sul discorso personalità, il creare musica che sia quantomeno un “pizzico” propria e non una “lezione” piacevole ma dai sin troppi riferimenti ad altrui soggetti.
I pezzi sono belli, si lasciano ascoltare alla grande, non mi sento quindi di affermare che questo “The Sense Of Space” sia un disco evitabile, è adesso il miglior punto di partenza che i Fading Waves ci abbiano fornito e piacerà sicuramente sia a chi con assiduità fa girare nel lettore proposte similari, sia a coloro totalmente “a digiuno” in ambito post, desiderosi di viaggiare con la mente facendosi cullare, magari subendo qualche scossetta d’assestamento ogni tanto. Per la maturazione e l’eventuale salto di qualità? Sembrano essere (o almeno glielo auguro) solo rimandati.

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