FALL OF EMPYREAN – A Life Spent Dying

FALL OF EMPYREAN – A Life Spent Dying

Informazioni
Gruppo: Fall Of Empyrean
Anno: 2010
Etichetta: Grau Records
Autore: Mourning

Tracklist
1. Bereft
2. Breathe Deep The Cinders
3. Vast But Desolate
4. Anhedonia
5. The Air Is Still
6. A Long Silence
7. Lifeless In My Arms
8. Veins Split Wide
9. Catharsis

DURATA: 46:49

FALL OF EMPYREAN - A Life Spent Dying I Fall Of Empyrean tengono ancora alto il nome del doom/death legato alla forma che ha dato vita al genere, mettono di lato gli orpelli classicamente tendenti ad alleggerirne il sound puntando su una solidità notevole in fase di riffing e songwriting generale che, per quanto alle volte sia definibile standard, colpisce nel segno.
E’ trascorsa una decade da quando il loro primo ep omonimo uscì, eppure la voglia e costanza nel mantenere intatto quel feeling unico con i primi anni Novanta si ripresenta anche nel nuovo “A Life Spent In Dying”.
Il disco era già completo nel 2007 ma come capita spesso per un motivo o un altro alle volte non si trova il modo migliore per dar vita al proprio progetto e allora si attende, firmato un contratto con la tedesca Grau Records l’album ha finalmente possibilità d’esser messo a disposizione di noi ascoltatori e la cosa non può che far piacere.
Una delle particolarità che salta sin da subito all’orecchio è come il suono sia molto più curato e definito rispetto al passato, certo la canonicità in questo caso più che gradevole dei brani fa sì che gli appassionati del genere possano tranquillamente gustare il dibattersi di una “Breathe Deep The Cinders”, “Vast But Desolate”, “The Air Is Still” o “Veins Split Wide” colme di quella volontà grigio/nera che era il propulsore degli act nascenti ancora privi di sovrastrutture o ricerche che andassero a riempire le composizioni di scelte più o meno infelici, questo comporta però una sorta di omogeneità che sulla lunga potrebbe andare a discapito di “A Life Spent Dying”.
Gli stacchi acustici risultano non sempre perfetti nell’incassarsi nel contesto che si sta svolgendo ma d’altro canto trovano il modo di non snaturare una proposta di stile univocamente old acuendone l’introspettività, lo strumentale “Anhedonia” n’è sicuramente l’esempio lampante.
“A Long Silence” spezza la catena totalmente decadente scegliendo d’inserire qualche riff meno malinconico e più sostenuto ma è con la conclusiva “Catharsis” che gli americani decidono di dare stranamente una sveglia finale.
La canzone è nettamente meno conduttrice di espressività doom, lascia che sia la parte death metal a conquistarsi il ruolo di protagonista, mostra una sfaccettatura incattivita, severa che pone la parola fine in un crescendo di ritmo e adrenalina, scelta azzardata che dividerà le opinioni, il sottoscritto approva ma anche se a qualcuno non piacesse non è la singola traccia che definisce il valore della totalità del composto.
La prestazione dei Fall Of Empyrean strumentalmente parlando pecca in dinamismo seppur siano profondi conoscitori dello stile e la sensazione balzi più volte all’orecchio, possono far meglio, la palma del migliore spetta al cantante Richard Medina, il suo growl è convincente trovando il modo di esser spigoloso e roccioso quando serve.
Più che buono l’utilizzo dei synth, si pongono a completo servizio dei brani fornendo quel tocco etereo che adorna senza per questo divenire sin troppo protagonisti.
E’ una prestazione degna di chi ama il doom/death, un platter al di sopra della media che si ascolta con la facilità con cui si può apprezzare l’arte che merita d’esser definita tale, se è il legame col classico andato che cercate “A Life Spent Dying” fa proprio al caso vostro.

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