FAMINE – Famine

 
Gruppo: Famine
Titolo: Famine
Anno: 2007
Ristampa: 2015
Provenienza: U.S.A.
Etichetta: Avantgarde Music
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TRACKLIST

  1. Adventus
  2. Praise The Witch
  3. Enter The Temple
  4. Amaru
  5. Oathless Sovereign
  6. Dajjal
  7. Liber Porta Lvcis
  8. Curse
DURATA: 27:44
 

Amanti del black metal malato, benvenuti nella Carestia. Il progetto Famine nasce dalla mente piuttosto schizzata dello statunitense Will "Worthless" Kuberski, forse più noto al grande pubblico per le sue illustrazioni ("Vanquish In Vengeance" degli Incantation, ad esempio). In ogni modo, il materiale contenuto nel debutto "Famine" ha avuto una storia travagliata: uscito originariamente addirittura nel 2007 come limitatissimo cd-r promozionale, nel 2011 ha goduto di un parziale rimaneggiamento che ha portato ad alcuni cambiamenti a livello di scaletta e a un'edizione in solo 12''; Avantgarde Music, dopo ben quattro anni, riprende quest'ultima versione e ne fa finalmente un cd.

Definire Famine un'espressione black metal è riduttivo, se non forse del tutto errato. Il materiale registrato da Worthless è un insieme di rumori acidi, stranianti e indisponenti, schizzati e malatissimi, all'interno del quale è pressoché impossibile trovare non solo una linea melodica, ma anche una qualsiasi struttura. Poi, quando non te lo aspetti, dal caotico marasma che è il tuo stereo in quel momento esce un assolo ("Dajjal") che — di nuovo — definire acido è eufemistico. Siamo più dalle parti delle sperimentazioni di Gnaw Their Tongues che non vicini a un album black metal; rispetto al progetto olandese, però, Famine si presenta molto più compatto e freddo, scevro di qualsiasi contaminazione sintetica o d'ambiente. Di quando in quando, tra un rigurgito abissale e l'altro, spuntano suoni di strumenti classici — effetti di post-produzione? Veri e propri violini mal suonati? Chissà — ("Liber Porta Lvcis") che deturpano ulteriormente uno scenario già di per sé devastato.

Come non è possibile trovare un disegno comune all'interno delle singole tracce, tantomeno l'album nel suo complesso sembra avere uno schema di fondo, anzi, l'intero disco assomiglia più a un vero e proprio flusso di (in)coscienza che non a un insieme di canzoni. Il black metal è qui inteso da Worthless come disposizione d'animo, non certo come stile musicale, perché di musica in questa mezz'ora scarsa ce n'è proprio poca. Psichedelia, malessere, devastazione emotiva e un evidente interesse per l'esoterismo e la religione sono invece le carte in mano a "Famine", i cui suoni sono quelli del disagio e della disperazione. Agghiacciante nel senso più vero del termine, questo è un disco alla conclusione del quale vi sentirete infreddoliti e disturbati.

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