FANGTOOTH – Fangtooth

 
Gruppo: Fangtooth
Titolo: Fangtooth
Anno: 2011
Provenienza: Italia
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Eye Of God
  2. Rise Again
  3. Father
  4. In Depths We Lie
  5. Martyr
  6. Cry Of The Nephilim
DURATA: 38:46
 

A memoria non ricordo in Sicilia una folta schiera di formazioni doom né una gran tradizione nel genere, se non fosse per i palermitani Trinakrius, nei confronti dei quali potrei citare vari stili, ma non ciò che si ricollega al filone classico. Sono quindi rimasto piacevolmente sorpreso nel constatare che nel messinese si sia formata una nuova realtà, tesa a infondere linfa vitale a questo movimento: i Fangtooth. Il nome non inganni, poiché vi si celano dietro artisti che sono conosciuti nella scena isolana per la militanza negli Exhuman e Denied, realtà rispettivamente di death e heavy metal.

I ragazzi si approcciano allo stile nella maniera più classica, tirando in ballo la storia. Già dal primo ascolto vengono prepotentemente a galla influenze riconducibili a Count Raven, Candlemass, Saint Vitus, Trouble, Witchfinder General e inevitabilmente ai fondatori Black Sabbath, visto che nel bene o nel male si finisce sempre lì. I quaranta minuti di reale devozione e appassionata esecuzione evidenziano come gli stilemi vengano rispettati e fatti propri. La descrizione traccia per traccia non è indispensabile quando si ha di fronte una creatura dalla qualità e dallo spessore così elevati, per quanto soffra di una derivazione costante.

La reale sorpresa è Sfack, unico del gruppo che non conoscevo neanche per nomea, il quale si rivela essere la carta jolly dei Fangtooth. La sua prestazione vocale è sopra le righe sia per quanto riguarda l'approccio evocativo con cui si accosta ai brani, sia per il modo con cui affronta le linee, che in certi casi innescano un'epicità esaltante (si veda "Cry Of The Nephilim").

Il riffing a cui viene data forma dalle chitarre del cantante e di Painkiller è di quelli che colpiscono al cuore gli amanti secolari di un certo tipo di uscite. Troverete fasi veloci e incalzanti che strizzano l'occhio ai Reverend Bizzare in "Father", una sorta di psichedelia che aleggerà a più riprese nello scorrere della scaletta, affondando e divenendo pesante e maestosa nell'accoppiata pre-conclusione composta da "In Depths We Lie" e "Martyr". Altrettanto fondamentale è la prova del batterista Grendel che, con tempi medi grassi e forte dinamismo, fornisce la carica necessaria al motore scuro che porta avanti il comparto base; accompagnato diligentemente dalle linee di basso eseguite da Joseph Reginson.

Che il panorama Italiano si sia rivitalizzato, grazie a una schiera di formazioni valide da poter seguire e supportare, non può far che piacere. Da oggi segnate fra queste anche il nome Fangtooth, per non dimenticare. L'album, stampato in un semplice cd-r dal retro nero, si può richiedere direttamente alla band tramite Myspace: sinceramente, se il doom fosse fra le vostre priorità musicali, non avreste motivi per non entrare in possesso di "Fangtooth".

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