FANTHRASH – Duality Of Things | Aristocrazia Webzine

FANTHRASH – Duality Of Things

 
Gruppo: Fanthrash
Titolo:  Duality Of Thing 
Anno:  2011
Provenienza:  Polonia
Etichetta: Rising Records
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TRACKLIST

  1. Intro
  2. Allocation Of The Soul
  3. Aggressor
  4. Forced
  5. Duality Of Things
  6. Under The Open Sky
  7. Trauma Despotic
  8. Green Tattoo
  9. Lizard Skeleton
  10. Toxic Mind
  11. Domino
  12. Rita From The Hills
DURATA: 49:13
 

Il passato sembra sempre più presente nella scena metal, anche gruppi sconosciuti ai più rimbracciano nuovamente gli strumenti per portare a termine il processo di scrittura che li aveva bloccati allo stato larvale – demo negli anni Ottanta/Novanta per dare vita a un album.

I Fanthrash sono una fra le prime band thrash nate in Polonia nel 1986, la prima in assoluta nella città di Lublino, questi ragazzi ormai un po' cresciuti, ma ancora devoti a quella visione del genere, dopo essersi fermati nel 1990 con quattro demo all'attivo dei quali gli iniziatici addirittura in forma live, è nel 2010 che riprendono l'attività con l'uscita dell'ep "Trauma Despotic" le cui tracce sono state inglobate nell'album del debutto sulla lunghissima distanza intitolato "Duality Of Things" rilasciato per Rising Records.

Le coordinate musicali sono palesi già dopo un ascolto, la scuola statunitense di gente come Slayer e Exodus si fonde con le bordate teutoniche dei Kreator, aggiungete uno spruzzo di core e la scelta voluta di una produzione moderna per esaltare il suono e avrete un connubio fra vecchio e nuovo alquanto piacevole e che in più di un episodio riesce a dire la propria ad alta voce.

Ho parlato sì di produzione moderna, tuttavia non di gusto odierno nelle soluzioni sonore, quindi niente voce clean e coretti da chiesa, i Fanthrash pestano, la brutalità e la furia che scaturiscono dal riffing di "Aggressor", le chitarre frenetiche della successiva "Forced", le cadenze slayeriane di "Under The Open Sky" e il martellamento di "Trauma Despotic" costituiscono un quartetto d'attacco che gode di tutti i pregi dell'old school sound, compreso l'apporto di esecuzioni solistiche a cura di Wojciech Pilat che l'arricchiscono e ne aumentano il tasso adrenalinico; dopo averlo ascoltato e riascoltato l'eco dei primissimi Machine Head nell'ultimo pezzo citato è abbastanza evidente il che non guasta affatto. È strano invece il modo d'imporsi di "Green Tattoo" e "Lizard Skeleton", sembra che un acido sia entrato nel flusso thrash imbastardendolo con trip psichedelici nella prima e acuito l'effetto elettrizzando le ritmiche della seconda che si sposta addirittura sul versante jazzy.

È decisamente meno standard del previsto la prestazione dei Fanthrash che soprattutto nelle basi godono di una prova dell'accoppiata composta da Mariusz Ostep (basso) e Radek Grygiel (batteria) ispirata e capace di vivacizzare i pezzi in maniera repentina con risultati efficaci. Dietro al microfono Less s'impone con una vocalità inquadrabile o meglio riconducibile a diversi personaggi noti, una sorta di particolare commistione fra Shrapnel, Tom G. Warrior e Rob Zombie che a dirla tutta si adatta ai brani molto bene, soprattutto nelle sezioni più evocative come avviene nella conclusiva "Rita From The Hills".

Di capolavori nel thrash sarà realmente difficile che ne escano ancora, vi posso dire però con certezza che "Duality Of Things" è un buonissimo disco del genere, possiede ciò che un old schooler cerca ma non disdegna di stare con gli occhi aperti riconoscendo il fatto che non siamo più nel 1986, ma nel 2012. Tenendo questo a mente e valutando quali siano le vostre prerogative fondamentali per le quali un disco del suddetto stile valga o meno d'essere preso in considerazione, consiglio agli appassionati di offrire l'opportunità ai Fanthrash di girare nello stereo, non ve ne pentirete.