Farer - Monad | Aristocrazia Webzine

FARER – Monad

Gruppo: Farer
Titolo: Monad
Anno: 2020
Provenienza: Olanda
Etichetta: Aesthetic Death
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TRACKLIST

  1. Phanes
  2. Asulon
  3. Moros
  4. Elpis
DURATA: 52:37

Gli olandesi Farer fino al 2019 si facevano chiamare Menhir e proponevano uno stoner-doom bello ciccione e incazzato, poi hanno deciso che forse si stavano divertendo troppo e che era il caso di farsi e fare più male. Formazione a tre: batteria e due bassi, niente chitarre, niente frizzi e niente lazzi. Quattro brani, tutti abbondantemente sopra i dieci minuti. Queste le premesse di Monad, opera prima del nuovo corso sludge, pesantissimo e pieno di spigoli che Sven Jurgens, Arjan van Dalen e Frank de Boer (non l’ex terzino di Ajax e Barcellona) hanno deciso di intraprendere.

Il disco comincia mettendo le mani addosso, con “Phanes” che all’inizio è un crescendo di distorsioni e urla laceranti, poi quel crescendo esplode e implode più volte, con la cadenza che cambia ma fa male sempre e comunque. Sembrano esserci fasi abbastanza nette nella musica di Monad, ma i Farer si adoperano per cercare di diluirle e, nonostante questo, l’atmosfera rimane opprimente e massiccia. “Asulon” dapprima si aggira dalle parti dei Tool, poi imbocca un sentiero che porta dritto verso gli Amenra: il gioco tra un basso e l’altro, le frequenze esasperate che si intrecciano fino a diventare un groviglio spinoso da cui non c’è via di fuga. Il sound e le dinamiche si fanno post-, invece, su “Moros”: brano movimentato ma paradossalmente più leggibile e, se vogliamo, prevedibile, nonostante il bellissimo finale che fa quasi da introduzione al pezzo successivo. “Elpis” rallenta di nuovo il tempo, aggiunge un disturbo di fondo che ti accompagna fino alla fine e soprattutto taglia come una sega circolare arrugginita, fino alla sua conclusione in una fitta nebbia dark ambient.

In definitiva un bel lavoro, questo Monad, frutto di una maturità che si fa sentire e che, nonostante si inserisca in un filone affollatissimo, dimostra tutto il carattere di cui sono dotati i Farer. La copertina, tra l’altro, è proprio la perfetta sintesi visiva di quello che questi tre signori mettono in musica.