FATAL ERROR – Conglomerate

FATAL ERROR – Conglomerate

 
Gruppo: Fatal Error
Titolo:  Conglomerate
Anno: 2011
Provenienza:   Russia
Etichetta: Metal Scrap Records
Contatti:

Myspace

 
TRACKLIST

  1. Intro (Now Is The End Of Days And I Am The Ripper)
  2. It
  3. Human Humus
  4. Amputated Happiness
  5. Coronation Of Suicidal Absurd
  6. Fatal Error
  7. Eternity Of Inhumanity
  8. Inconceivable… Incompatible
  9. Nature Killing People
  10. Kill And Die
  11. Simulator Of The Life
DURATA: 40:43
 

Cosa dire del debutto dei russi Fatal Error? In una selva death metal sempre più fitta, intricata e per alcuni aspetti ormai contaminata da agenti patogeni devastanti quali ritornelli troppo fruibili, inserti elettronici all'Attack Attack (neanche Muciaccia avrebbe avuto il coraggio di formare una band con un nome così di merda) e un'ondata "core" sin troppo prominente e produttrice per lo più di "scarti", è difficile trovare una propria identità e offrire un disco che possa riscuotere interesse se non andando al di fuori di canoni prestabiliti.

Questi ragazzi non inventano veramente nulla, dal canto loro con "Conglomerate" si cimentano in un death/core pesante, dotato di una discreta prestazione vocale, probabilmente leggermente monocorde nei momenti in cui è l'elemento core a dominare e divertente nelle varianti growl e squeal, che si prende il carico d'esser lo sbocco finale di brani che evitano sì forzature, ma che al tempo stesso però non trovano quella "sostanza" e "forma" che vadano oltre la massiccia e nerboruta vocazione, materie che servono a una prova del genere per oltrepassare una canonicità dilagante.

In alcuni frangenti il suono richiama il grind alla Napalm Death, in altri il gruppo sembra imitare i Meshuggah che se la giocano (non benissimo) con i Despised Icon: stacchi, palm muting, ritmiche quadrate che in più occasioni si ripetono e ripetono, l'essere vari a quanto pare non è una prerogativa dei Fatal Error.

L'ascolto diventa sempre più pari a un monolite che si trascina per inerzia, privo di volontà propria, smuovendosi esclusivamente nelle situazioni in cui s'intraprende una via meno schematica lasciandosi andare alle sfuriate, poche e non sempre pungenti quanto dovrebbero, tanto che giunti alla conclusione rimane quella sensazione amara da "botta e via" che si dimentica subito.

Non nego che "Conglomerate" messo su riesca quantomeno a darvi una sveglia e vorrei ben vedere visto che va avanti proprio per la pesantezza che espone, ma si può vivere sfruttando solo quel fattore? Si può incentrare un intero album su una sola caratteristica? A mio avviso no.

I Fatal Error come molti loro colleghi suonano di sicuro ciò che vogliono suonare, se fosse solo questo e lo si facesse unicamente per tale ragione potrebbe anche andar bene per un ristretto giro di amici e fan incalliti del genere, per conquistarsi un posto, non dico al sole ma almeno con un piede fuori dall'ombra, c'è invece da lavorare, tanto e duramente.

 

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