FATALIST – Depths Of Inhumanity

FATALIST – Depths Of Inhumanity

Informazioni
Gruppo:Fatalist
Anno:2009
Etichetta:Ibex Moon Records
Autore:Mourning

Tracklist:
1. Frozen Epitaph
2. Internal Misery
3. Morbid Derangement
4. Contamination
5. Death Will Remain
6. Homicidal Epitaph
7. Impule to Kill
8. Life Deploration
9. Enthralled by Pain
10. The Depths of Inhumanity
11. Intro/Rivers of Blood

DURATA: 44:16

FATALIST - Depths Of Inhumanity La mania svedese continua a mietere vittime, è diventata una vera pandemia ormai diffusasi anche oltreoceano.
I Fatalist infatti pur provenendo da Ventura (California) pagano un tributo di riconoscenza agli act storici delle fredde lande europee.
Già dal logo richiamante quello dei Nihilist si capisce chiaramente che i riferimenti vengono estratti da formazioni quali Nihilist/Entombed, Grave o Dismember con il massimo rispetto nella riproposizione del loro sound rimodernato e col tentativo (non estremamente riuscito) di personalizzarlo.
Molte delle band dichiarano di voler creare una evoluzione propria nell’involuzione all’interno di questa tipologia di suono, la domanda che mi pongo è: ce n’è davvero bisogno?
A tratti sicuramente sì, inserire delle variazioni che non lo snaturino e non lo rendano lontano dall’originale da una spinta nuova che non riduce “Dephts Of Inhumanity” a inutile clone di dischi miliari rendendolo piacevole e retrò nell’animo.
D’altro canto questo stile è chiaramente concepito per essere suonato in un certo modo e la personalità la delineano proprio quelle piccole libertà compositive che pur strizzando l’occhio ai giorni nostri fanno ancora urlare: questo è old school!
Le undici tracce che lo compongono scivolano tranquille, sono un classico esempio di come un certo modo di fare death sia ancora florido e in piena salute, ascoltare “Frozen Epitaph”, “Morbid Derangement”, la buona titletrack o la conclusiva “Rivers Of Blood” può solo far piacere a chi sta godendo pienamente di questo revival indiscusso della scena di Stoccolma.
Molti potrebbero obiettare che non vi è nulla d’innovativo ma siamo sicuri che cercare forzatamente strade nuove o alternative sia meglio che ascoltare del buon death metal suonato come i padri hanno insegnato? I ragazzi non inventeranno niente ma ripropongono in maniera più che degna le atmosfere di quel periodo.
L’essere approdati sotto l’ala protettrice della Ibex Moon non è un caso, la label si muove alla grande per quanto riguarda le formazioni old e quelle che continuano a riproporre a mo’ di vessillo tali primordiali sonorità.
In definitiva potremo inserire nel nostro stereo un’altra release godereccia, semplice, dedita allo scapocciamento senza eccessive pretese ma che ci regala una dose di salutare death metal!

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