FAUST – From Glory To Infinity

FAUST – From Glory To Infinity

Informazioni
Gruppo: Faust
Anno: 2009
Etichetta: Stygian Crypt
Autore: Mourning

Tracklist:
1. Purple Children
2. Wet Veils
3. Sentimental Worship
4. Golden Wine Countess
5. Servants of Morality
6. Carnal Beatitude
7. Pig God Dog
8. Holy Hole
9. A Religion-free World’s Dream

DURATA: 40:25

La creatura dFAUST - From Glory To Infinity el chitarrista nostrano Aleister prende finalmente quota, attiva sin dal 1992 aveva sinora prodotto realmente poco, appena un demo omonimo “Faust” nel 1993 e un ep “…And Finally Faust” nel 2001.
Dopo le varie esperienze personali che l’hanno portato a suonare con act conosciuti quali gli Ancient e militare in altri che si sono conquistati una buona visibilità nel panorama nazionale come i Vidharr o i Bastard Saints è ripartito da dove aveva lasciato.
Nell’intraprendere quest’avventura si è accompagnato con musicisti di prima scelta, l’avere a propria disposizione Luca Pinciotta (Doro/Blaze/Clayrvoiants), Darek “Daray” Brzozowski (Dimmu Borgir (Live)/Vesania e non ultimi ì Masachist nuova formazione in cui risiede uno degli ex founder dei Decapited il singer Sauron) come session è sintomo di volere fare le cose per bene, l’avvalersi poi di un chitarrista capace come Ghiulz ex dei Profanatum e pescare il cosidetto jolly che non t’aspetti nell’ingaggiare ufficialmente uno dei bassisti migliori della scena metal generale, quello Steve Di Giorgio che tanto c’ha fatto sognare in release del passato del calibroo di “Human” e “Individual Thought Patterns” dei Death o “Illusions:(Chemical Exposures)” della band origine Sadus ,non può che esser come la ciliegina sulla torta.
I quaranta minuti di Death Metal offerti da “From To Glory To Infinity” equivalgono a manna dal cielo, una prova che ricalca in pieno lo stile floridiano nelle parti più brutali riuscendo a concedersi spazi per sviluppi tecnici dove la presenza di Cynic e Atheist aleggia senza mai diventare un peso.
Si troveranno quindi episodi puntanti decisi e diretti alla metà come “Purple Children” e “Wet Veils” aventi come contrappeso la ricercatezza e lo sfoggio strumentale esposto in “Sentimental Worship” e “Servants Of Morality.
Le influenze marcatamente heavy che s’intersecano all’interno di un’anima strutturale profondamente radicata nel death di prima ondata non sono mai tedianti o fine a se stesse, soprattutto il lato solistico alquanto personale e motivato in ogni sua nota seduce e convince.
Caratteristiche appena descritte che appieno vengono esaltate da “Carnal Beatitude”, perfetta esplicatrice delle due correnti che attraversano prepotenti le orecchie di chi s’applica all’ascolto.
Lo strumentale “Pig God Dog” veloce tritatutto dal gusto neoclassico e i due episodi conclusivi “Holy Hole” e “A Religion-Free World’s Dream” non fanno altro che confermare quanto di buono ascoltato in precedenza dando la possibilità di sfogo (come se ce ne fosse bisogno) e sfoggio dell’immensa abilità di Steve al basso.
Poco da dire in definitiva su una prestazione a livello compositivo/esecutiva che rasenta la perfezione e su di una produzione pulita e curata nel minimo particolare che ben si presta all’esibizione fornita da Aleister e soci.
L’unico rammarico rimane nel vedere le nostre label che nicchiano incapaci di dare supporto agli artisti della nostra penisola che fanno altrettanto bene a evitarle poggiandosi su quelle come la Stygian Crypt (per la distribuzione europea) e la Paragon (per quella oltreoceanica) che forniscono delle garanzie.
Amanti del death non lasciatevi sfuggire “From Glory To Infinity”, infilatelo nella vostra lista della spesa è cosa giusta possederlo fra i vostri averi.

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