FAUSTTOPHEL – Жажда забвения

 
Gruppo: Fausttophel
Titolo: Жажда забвения
Anno: 2013
Provenienza: Ucraina
Etichetta: Another Side Records
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Bandcamp

 
TRACKLIST

  1. Перо – кинжал
  2. Ищу огней
  3. Заклинание
  4. Частина тебе
  5. Думи [cover Kollaps]
  6. Жажда забвения
DURATA: 37:43
 

"Жажда забвения", tradotto in inglese "Thirst Of Oblivion", è l'album di esordio della formazione ucraina dei Fausttophel, duo composto da Adams e Mau alle prese con un death-black melodico ricco di sfumature, di cui sono noti pochissimi dettagli. Il disco esce sotto Another Side Records, sotto-etichetta della Metal Scrap Records che abbiamo ospitato più volte sulle nostre pagine.

Le sei composizioni in scaletta, pur ponendosi in ambito estremo, elevano spesso al centro della scena la melodia, che non soltanto ammanta il death metal di matrice scandinava, ma talvolta viene declinata in code strumentali dai toni heavy e addirittura prog nella traccia conclusiva. I momenti più pestati, dove si innesta un growl ringhiante, invece non risultano mai caotici, anzi sono piuttosto "controllati" e ponderati, senza risultare "mosci". Il quadro sonoro è impreziosito da alcuni interventi tastieristici di Mau che donano un alone sinfonico dai leggeri echi dei primi Dimmu Borgir, dall'ugola potente di Olga Kargopolova, ospite insieme al chitarrista acustico Vareriy Sarkisov, e da prevedibili influenze est europee che richiamano alla lontana gli Arkona della grintosa Masha (specie in presenza della voce femminile) e i Temnozor nel crescendo di pathos del brano finale; in questo stesso pezzo è stato inserito inoltre un omaggio alle radici ucraine del gruppo attraverso una ninnananna tradizionale. La somma di tutti questi elementi determina così strutture abbastanza articolate e durate importanti, tanto che al netto dell'introduzione "Перо – кинжал" ("Feather – Hanjar") l'album si attesta sui trentasei minuti suddivisi in cinque parti, tuttavia la fluidità è garantita.

Da segnalare che la quinta canzone in scaletta, "Думи" ("Thoughts"), è una cover dei Kollaps nella quale prevalgono ritmiche veloci e la potenza delle chitarre. Per quanto riguarda i testi, cantati interamente in lingua madre, essi attingono fortemente dalla letteratura di autori quali Alexander Blok e Nikolái Gumiliov, come riportato nel libretto.

Nel complesso "Жажда забвения" è un lavoro piacevole e non ripetitivo, anche se personalmente l'ho assimilato lentamente, nonostante non presenti alcuna astrusità: non prendete queste mie parole come una critica, quanto una semplice constatazione individuale. La buona partenza del progetto fa sperare in un futuro interessante e degno di essere approfondito sul nostro magazine, in bilico fra Scandinavia ed Europa dell'est.

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