FEAST OF CORPSES – Sickness Of Mankind

FEAST OF CORPSES – Sickness Of Mankind

 
Gruppo: Feast Of Corpses
Titolo:  Sickness Of Mankind
Anno: 2007
Provenienza:  Canada
Etichetta: Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. The Sickest Of Mankind
  2. Severe Trauma
  3. Exposed To The Elements
  4. Captive
  5. Left For Dead
  6. Obedience Into Sin
  7. Graveyard Gore
  8. Roadtrip To The Morgue
  9. Blood Flows 
DURATA: 32:30
 

Il duo canadese dei Feast Of Corpses formato da Hate e Bestial produce nel 2007 il secondo album "Sickness Of Mankind". Questo progetto dedito alla brutalità assassina di gente come Cannibal Corpse, Broken Hope, Disgorge (Usa) e Impaled, un poutpourrì di nomi che fanno male anche al solo pronunciarli, seppur soffrendo di una derivatività forte (e chi non ne soffre al giorno d'oggi?) possiede le caratterstiche per farsi apprezzare dagli amanti del genere.

Composizioni compatte, battute rapide, ma mai slammate, la loro musica fa dell'incedere violento costante una delle caratteristiche migliori. Il riffing pesante con le chitarre ribassate al punto giusto e l'aver inserito brevi tagli rapidi a spezzarne la continuità rendono i brani piacevoli e anche se una forma d'omogeneità nella proposta è più che percettibile, poco contrasta con la voglia di headbanging che "Severe Trauma", "Captive" o "Graveyard Gore" riescono a trasmettere.

Gli assoli sbilenchi che l'udito incrocia nelle tracce nel loro scordinato nascere e morire si adattano come meglio non potrebbero all'anima di un lavoro come "Sickness Of Mankind", figlio partorito col solo scopo di infliggere dolore e inondare di sangue i vostri pensieri.

Il growling/scream che ne infesta gli episodi è incisivo sia quando tende a scendere di nota, sia quando gracchia leggermente, ogni tanto tramutandosi in un vero e proprio urlo che slancia libero a ricordare che è dolore, sempre più dolore ciò che vogliono infliggere.

La struttura complessiva del disco, perlopiù basilare nell'esposizione, viene sorretta dal buon sostegno ritmico creato da pattern di drum machine programmati particolarmente bene, tant'è che la staticità ossessiva spesso riscontrabile nell'uso di tale soluzione è quasi assente, così come il suono della stessa è più che vivido a impatto con l'orecchio.

I Feast Of Corpses hanno dato vita a un album genunino, puro, cruento, privo fronzoli, tanta passione e idee che se prese come punto di partenza per una futura miglioria potrebbe far sì che diano alle stampe anche di meglio. Intanto chi non li conoscesse permetta "Sickness Of Mankind" di girare nel lettore e lo prenda semplicemente ciò che è: una carneficina in piena regola.

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