Feed Them Death - Panopticism: Belong / Be Lost

FEED THEM DEATH – Panopticism: Belong / Be Lost

Gruppo:Feed Them Death
Titolo:Panopticism: Belong / Be Lost
Anno:2020
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:I, Voidhanger
Contatti:Facebook  Bandcamp  Instagram  Spotify  Soundcloud
TRACKLIST

  1. Zoneless Confinement
  2. Scar?
  3. Apologue Of Descent
  4. For Our Insolent Dead
  5. Anti-Modernist Extradition
  6. Prescience / Evokism III
  7. Black Bile Banquet
  8. Break The Infi/nite
  9. Lotusbluthen III
  10. Evokism II
  11. Dead is Better
DURATA:35:42

Pur nella sua scarna essenzialità, il grind è un genere che è riuscito a declinarsi in molteplici sfaccettature. Di fianco a gruppi con testi di feroce critica sociale, troviamo band caratterizzate da una morbosa fascinazione per il gore come i Regurgitate oppure animate da una vena autoironica e parodistica come i Gronibard o i Birdflesh. Al primo filone appartiene Feed Them Death, il progetto solista di Void, già membro fondatore degli Antropofagus e ora in forza a Bune e Rising Bear Flottilla, che ha sfornato il suo secondo album Panopticism: Belong / Be Lost per la nostrana I, Voidhanger.

L’intera opera ruota intorno al pensiero del filosofo francese Michel Foucault e in particolare alle opere Storia Della Follia Nell’Età Classica e Sorvegliare E Punire, più volte citato nel libretto e nel digipak. Come suggerisce il titolo, particolare attenzione viene rivolta al concetto di panoptismo, secondo cui il Panopticon, il carcere modello progettato alla fine del XVIII secolo da Jeremy Bentham, altro non è che una metafora del potere contemporaneo. Come nel Panopticon un singolo sorvegliante può tenere sotto controllo tutti i detenuti di un carcere, senza che in un dato momento questi sappiano di essere osservati o meno, così oggi il potere esercita la sua funzione di controllo non più calandosi sulla società dall’alto, bensì dall’interno della stessa, in modo più subdolo e pervasivo, senza che i sorvegliati ne siano consapevoli, anche grazie alla tecnologia. Altrettanta importanza viene data al grande internamento, concetto intorno a cui ruota il brano di apertura “Zoneless Confinement”, ossia all’esclusione del diverso dalla società. Per usare le stesse parole di Void «abbiamo perfezionato il modo in cui escludiamo il diverso, usandolo come manodopera a basso costo per costruire la ricchezza di pochi».

L’impianto concettuale che si nasconde dietro a Panopticism: Belong / Be Lost è indubbiamente ricco e lo stesso si può dire anche dell’aspetto prettamente musicale. Se il precedente album No Solution / Dissolution manteneva uno stile definito e riconoscibile, in questa occasione Void ha deciso di aprirsi a diverse interessanti sperimentazioni. L’impostazione del disco rimane saldamente ancorata alle radici death-grind del progetto, con schegge impazzite che ricordano la furia dei compianti Nasum o dei Rotten Sound, ma sono presenti diversi momenti più lenti, più drammatici, che introducono elementi che poco o nulla hanno a che fare con il genere. Penso alla presenza del theremin in “Scar?”, scritto e suonato da Ays Kura (Die Kur), le cui note dissonanti donano un’aura spettrale al brano, oppure agli inserti droneggianti che fanno capolino qua e là, come in “For Our Insolent Dead”, episodio che incede elefantiaco rimanendo in bilico tra il death-doom e lo sludge più coriaceo. Il brano più sorprendente di tutto l’album è però “Prescience / Evokism III”: una base di puro drone e harsh noise, realizzata da Davide Destro (Macabro Dio e LaColpa), su cui Void ha poi inserito lo spezzone di un’intervista a Theodor Adorno, a mo’ di anticipazione della tematica intorno a cui ruoterà il prossimo album, accompagnata da inserti di violino composti dallo stesso filosofo tedesco nel 1926. La tendenza rumorista prosegue poi in “Evokism II”, in cui la base che domina gran parte della traccia viene spezzata da brevi sfuriate grind della durata di una manciata di secondi, quasi a rimandare al noisecore dei primi anni Novanta.

Non mancano poi altre collaborazioni, tutte di rilievo. Oltre a Luigi Cara (DeathcrusH, Spell Of Decay e Malignant Defecation), che presta le sue corde vocali in “Anti-Modernist Extradition”, risalta la presenza di un redivivo Argento (ex Antropofagus e Spite Extreme Wing) che improvvisa alcune linee vocali in “Dead Is Better”. Impossibile non notare il rimando ad Alive Is Good… Dead Is Better, EP degli Antropofagus composto e suonato proprio da Void e Argento al tempo in cui la formazione si era ridotta a un duo. Ulteriore rimando e tributo alla passata scena genovese è infine “Lotusbluthen III”, che si apre con un estratto di “Lotusbluthen II” degli Spite Extreme Wing.

Descritto così, Panopticism: Belong / Be Lost può sembrare un collage incoerente, un insieme di spunti mescolati alla rinfusa, tuttavia in realtà la sensazione che si ha dopo l’ascolto è che ogni tessera del puzzle si collochi esattamente dove dovrebbe essere. Pensavo di avere in mano un normale disco grind, ma Feed Them Death ha dimostrato di essere un progetto in grado di rinnovarsi, spezzando le barriere invisibili che fin troppo spesso incasellano rigidamente i generi, sfornando un’opera capace di sorprendere — e talvolta spiazzare — l’ascoltatore, portando alla sua attenzione tematiche che sono incredibilmente attuali. Non è un’impresa facile, ma credo che Void ci sia riuscito in pieno e sono curioso di sapere cosa tirerà fuori dal cilindro con il prossimo lavoro.

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