Fellwarden - Wreathed In Mourncloud

FELLWARDEN – Wreathed In Mourncloud

Gruppo:Fellwarden
Titolo:Wreathed In Mourncloud
Anno:2020
Provenienza:Regno Unito
Etichetta:Eisenwald Tonschmiede
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TRACKLIST

  1. Pathmaker
  2. Scafell’s Blight
  3. A Premonition
  4. Wreathed In Mourncloud
  5. An Elder Reckoning
  6. Upon Stone
  7. Pathwalker
DURATA:59:08

Dietro ai Fellwarden si cela l’anima inquieta di Frank Allain, più noto nel giro metallaro come The Watcher. In parallelo ai sempre più affermati Fen, che l’anno scorso sono approdati su Prophecy, L’Osservatore negli anni ha sempre portato avanti gruppi e progetti diversi in cui riversare un estro creativo che evidentemente non riesce a soddisfare con la sola band madre. Se tuttavia di quasi tutti gli altri (Virophage, Kaon, De Arma e almeno cinque o sei ancora) si sono perse le tracce dopo un album o poco più, in questo caso la situazione sembra più seria, perché Wreathed In Mourncloud è il secondo album in meno di tre anni, e a poche settimane dall’uscita il nome Fellwarden è comparso anche in una compilation targata Eisenwald, con altri membri del roster dell’etichetta tedesca.

Il materiale di Wreathed In Mourncloud è stato scritto tra il 2017 e il 2018, subito dopo l’uscita del debutto Oathbearer, e registrato poi nell’arco dei due anni successivi pressoché interamente da The Watcher, che si è occupato anche questa volta di voci, chitarre, basso, tastiere, missaggio e pure delle fotografie utilizzate nel libretto. Ad aiutarlo, quasi più in veste di turnista che di vero e proprio membro attivo, Pete “Havenless” Aplin alla batteria, ruolo che dal 2016 gli compete anche nei Fen, e infine un passaggio dalle parti di Greg Chandler per il mastering definitivo.

Il risultato è perfettamente in linea con quanto proposto da Oathbearer: un black metal fortemente atmosferico, le cui radici affondano nelle campagne inglesi e nei paesaggi foschi e umidi del Lake District, il più grande parco nazionale d’Inghilterra. La Cumbria e le sue alture (le fells di cui Allain è warden, guardiano) sono le vere protagoniste della musica dei Fellwarden, e The Watcher si muove tra di esse alla scoperta di nuovi percorsi (“Pathmaker”), celebra la più alta montagna inglese (“Scafell’s Blight”), le nebbie e le pietre di quei luoghi. Nella versione in CD, l’album ha poi una struttura circolare, con l’aggiunta di “Pathwalker”, traccia strumentale che riprende il brano iniziale.

Per dare voce alla Lakeland Allain sceglie una formula piuttosto collaudata, fatta di brani lunghi in cui si alternano arpeggi acustici e blast beat forsennati, voci sommesse e urla disperate, e Wreathed In Mourncloud soffre dell’unico limite di essere esattamente l’album che ti aspetti. È tutto giusto, tutto funziona, ma anche e proprio per questo non regala particolari sorprese. Quel break atmosferico è esattamente dove ti aspetti che sia, quel blast beat entra proprio dove ti aspetti che entri, e lo segue un cambio di tempo con sole chitarra e voce, prima del climax finale in up-tempo.

Il ritorno dei Fellwarden farà la felicità di tutti gli amanti di boschi, radure e paesaggi verdi, di coloro che sono in cerca di esplorazioni spirituali, prima ancora che musicali. Con questa consapevolezza, il Guardiano dell’Altura è un ottimo compagno di viaggio.

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