FEN – Trails Out Of Gloom

 
Gruppo: Fen
Titolo: Trails Out Of Gloom
Anno: 2010
Provenienza: Canada
Etichetta: Ripple Music
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TRACKLIST

  1. Trails Out Of Gloom
  2. Through The Night
  3. The World Is Young
  4. Miracle
  5. Find That One
  6. A Clearing
  7. Queen Of The Mountain
  8. End Of The Dream
  9. In Your Arms
DURATA: 46:18
 

Premetto subito che non è degli europei Fen, i post black metaller, che scrivo. La formazione in questione è canadese, suona un progressive-alternative metal-rock dalle grandi doti e molteplici sfaccettature ed è attiva sin dal 1998. "Trails Out Of Gloom" è il quarto disco per questa band che vede Doug Harrison (voce e chitarra) e Sam Levin (chitarra) come fondatori e motori di una realtà che vede agire in loro supporto Mike Southworth (batteria), Mike Young (basso) e Jim Kwan (pianoforte) all'interno di quella che posso tranquillamente definire un'opera fantastica.

L'album non viaggia mai su velocità eccessive, vive dell'eclettismo vocale e di una coesione strumentale di livello superiore. Porcupine Tree, atmosfere scure e settantiane, il movimento grunge, gli Opeth più istintivi e la genialità di certe scelte "faithmoriane" (perdonate il neologismo) sono riscontrabili in una prova che gronda però della personalità imposta da una formazione che sa quello che vuole e come raggiungerlo. In quarantasei minuti non esiste un buco, un solo secondo che non riesca ad attrarre, mentre la forte derivazione dai nomi citati — che in tanti casi potrebbe essere classificata come una pecca — è talmente ben incamerata nella mentalità propositiva da divenirne un vantaggio.

La voce di Harrison è qualcosa di veramente allucinante per la versatilità e il numero di artisti che mi sono venuti in mente ascoltandolo, riesce ad arrivare dove vuole e come vuole, ponendosi in maniera così naturale da far emergere l'Andrew Stockdale e il Jerry Cantrell (ma non solo!) che sono in lui e tanto semplicemente da farmi pensare dove fossi mentre questi ragazzi realizzavano i dischi precedenti e come mai non li avevo ancora ascoltati.

Le melodie e le strutture mai monotone che costantemente si evolvono, dando vita traccia per traccia a sensazioni e pathos cangianti, fanno sì che ogni episodio abbia un fattore coinvolgimento proprio, da ciò ne scaturisce la possibilità di viverlo sezionandolo nel dettaglio o di continuare a mandare in esecuzione l'intera scaletta, facendosi sommergere dalla gamma di emozioni che riescono a emanare.

L'uso dell'acustica più volte chiamata in causa in "Miracle" e nel candido strumentale "A Clearing", i cori inseriti in "Find That One" e "Queen Of Mountain" e gli strumenti aggiuntivi che particolareggiano e aumentano l'impatto atmosferico di "Trails Out Of Gloom" (come percussioni e piano) sono tutti punti in più guadagnati dal disco, in quanto inseriti nel contesto divenendo un beneficio aggiuntivo.

La lunga traccia dal titolo "The World Is Young" gioca sugli effetti: noterete come sembri che la voce e la batteria vengano inserite all'interno di una scatola ovattata, ricordandomi in questo caso i Bush di Gavin Rossdale nel periodo "The Science Of Things", con quell'umore scuro che rendeva magica e malinconica "40 Miles From The Sun", anche se la veste mutevole vira successivamente verso melodie decisamente Alice In Chains, mantenendo però in sottofondo quell'alone grigio persistente. La "gemella" "End Of The Dream" possiede invece una tendenza e un approccio rock più tradizionali, il che non toglie comunque vitalità e spunto alla verve che i Fen sembrano avere come un vero e proprio dono; l'assolo è perfettamente calzante al brano e la ripartenza scivola via che è una meraviglia.

Inutile dilungarsi ancora descrivendo questo album: per avere la giustizia che merita ha come unica via l'ascolto continuato e quindi un'assimilazione in toto del contenuto. Se vi piace l'heavy-rock progressivo, non c'è che da godersi appieno "Trails Out Of Gloom". In ambito musicale i fatti sono la risposta più adatta alle tante parole per togliervi qualsiasi dubbio sui Fen e la loro arte.

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