FENICE NERA – Maiestas Domini

Gruppo:Fenice Nera
Titolo:Maiestas Domini
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Arte Profana Produzioni
Contatti:Sito web  Facebook  Twitter  Youtube  Instagram
TRACKLIST

  1. I See The Light
  2. Saturn Stone
  3. I Chose The Past
  4. Regnabo, Regno, Regnavi, Sum Sine Regno
  5. Captatio Benevolentiae
  6. Arcadia
  7. Maiestas Domini
  8. Splendor Solis
  9. Guerra [traccia bonus]
DURATA:36:57

«Ora è il momento di fare un bilancio: Io sono questa Opera, e spero che anche solo una sua nota sia in grado di vestire un pezzo della vostra esistenza.»Suonino le trombe e rullino i tamburi: Fearbringer è tornato, gente. Avete capito bene: dopo una pausa di quasi otto anni, uno tra i più attivi e caleidoscopici artisti del panorama estremo della nostra Penisola è risorto dalle sue ceneri con potenza e stupefacente magnificenza. Stavolta, però, mettete da parte elmi, spade e scudi: con il qui presente Maiestas Domini, il Nostro è andato oltre, inaugurando l’era della Fenice Nera.

Ricordo ancora come fosse ieri il momento in cui un amico mi raccontò di questa realtà sfaccettata, figlia della mente di uno stesso, oscuro e sapiente personaggio, capace di coniugare ferinità e cultura, declinando il black metal in forme sempre diverse. La figura di Fearbringer, agli occhi di un più giovane e (se possibile, ancora) meno esperto me stesso, somigliava molto a quella di un intellettuale d’altri tempi, dotato di una conoscenza trasversale di arte e scienza, incapace di concepire l’una senza l’altra, poiché nella prima vedeva la seconda e viceversa.

Passato molto tempo da Tempus Fugit, il silenzio era diventato un po’ troppo pesante, ma ecco che dalle (presunte) ceneri si riaccende la scintilla della vita: la Fenice Nera ritorna. Come riporta la biografia presente su Facebook, quelle che sono state le diverse incarnazioni del macro-progetto artistico di Fearbringer oggi confluiscono tutte in quest’unica entità. Quasi un decennio di comprensione, scomposizione e ricomposizione si condensa e sostanzia in Maiestas Domini, un disco ispirato e illuminato tanto nella forma quanto nei contenuti.

Musicalmente ci si sarebbe aspettati un black metal che non sfida eccessivamente le convenzioni, così come Fearbringer ci ha abituati con le sue passate pubblicazioni, ma in questo caso le nostre aspettative sono state assecondate solo parzialmente. Lungo tutti i trentasette minuti di durata dell’album si può cogliere, infatti, un’eccezionale tensione verso la trasformazione e l’innovazione, realizzata attraverso l’opposizione dicotomica di riff incalzanti (ad esempio, in “Saturn Stone”) e tastiere al limite della darkwave (nella strumentale “Regnabo, Regno, Regnavi, Sum Sine Regno” o nell’intro di “Arcadia”), di percussioni risonanti dal sapore medievale e blast beat sfrenati, di un cantato declamato e imponente e urla feroci (perfettamente incarnate in “Guerra”, riarrangiamento di un brano originariamente pubblicato dalla creatura Fearbringer in un EP del 2002).

Epicità e melodie nere si scontrano, si fondono e si confondono con soluzioni elettroniche dal sapore rétro, alternando canzoni vere e proprie a brani strumentali molto evocativi, in un mix che vi farà perdere la testa. Una forte simbologia di matrice alchemica permea inoltre l’intero lavoro di Fearbringer: da cima a fondo, tanto i testi quanto la componente prettamente grafica del disco sono ricolmi di riferimenti alla Grande Opera, in azione nel macrocosmo come nel microcosmo, separatamente e nello stesso momento.

Ebbene sì, a questo punto possiamo dirlo con certezza: la Fenice Nera è finalmente risorta dalle sue ceneri. Addentratevi in Maiestas Domini e ricercate la verità dietro la verità nascosta al suo interno.

Facebook Comments