Feralia - Helios Manifesto

FERALIA – Helios Manifesto

Gruppo:Feralia
Titolo:Helios Manifesto
Anno:2019
Provenienza:Italia
Etichetta:Io Pan Records
Contatti:Facebook  Bandcamp
TRACKLIST

  1. Intro
  2. Conception
  3. Life
  4. Death
  5. Abysm
  6. Rebirth
  7. Outro
DURATA:29:54

Uno dei motivi per i quali la città di Torino è famosa, oltre all’industria e alla dinastia dei Savoia, è senz’altro la sua reputazione di località esoterica: la capitale sabauda infatti costituirebbe uno dei tre vertici del triangolo della magia nera, insieme a San Francisco e Londra, e sarebbe attraversata, secondo la leggenda, da tre Grotte Alchemiche; luoghi di passaggio verso dimensioni parallele, uno dei quali sarebbe situato in vicinanza del monumento dei caduti del Frejus, sulla cui sommità spicca una statua del genio alato della scienza che secondo diverse interpretazioni non sarebbe altro che Lucifero. Quale miglior luogo di nascita per una band che tratta temi legati all’occulto e all’esoterismo?

I Feralia, il cui nome prende spunto dalle festività che gli antichi Romani dedicavano alle anime dei morti, nascono a Torino nel 2019 da membri di altre realtà italiane tra cui Inchiuvatu e Ponte Del Diavolo. In occasione del loro debutto nel panorama estremo, i torinesi escono dai confini nazionali e reclutano al microfono un ospite di tutto rispetto che risponde al nome di Tibor Kati, ultimo vocalist dei Negura Bunget e mastermind dei Sur Austru.

Helios Manifesto è un album incentrato sulla Thelema, movimento filosofico-spirituale fondato dal famoso esoterista Aleister Crowley (fonte d’ispirazione infinita per tante rockstar, dai Led Zeppelin a Ozzy Osbourne) il quale, dopo un lungo viaggio in Egitto, elaborò la sua personalissima dottrina ispirandosi alle antiche religioni egiziane, alle filosofie orientali, alla Cabala e persino alla filosofia Yoga. Secondo la Thelema, Dio non è altro che il punto d’arrivo di un percorso da iniziato che ogni seguace può intraprendere: l’uomo diviene quindi il suo stesso Dio.

Il messaggio dei Feralia è veicolato attraverso un mezzo sonoro ricco e denso, che pesca appieno dal black metal più tradizionalista senza limitarvisi, ma arricchendolo di influenze più moderne: basti pensare ai riff arpeggiati in pieno stile Mgła, o ancora a certi passaggi più trionfanti reminiscenti di vecchie glorie come gli Spite Extreme Wing. I numerosi momenti più calmi costituiti da sezioni acustiche o clean sono spesso caratterizzati da intrecci di basso e chitarra e contribuiscono a rendere l’ascolto scorrevole: la seconda metà di “Conception”, vero picco del disco, ipnotica e a tratti darkwave; oppure i cori liturgici alla Deathspell Omega di “Abysm”.

La produzione di Helios Manifesto rende giustizia al talento dei musicisti, in particolar modo a quello del bassista Krhura, i cui riff costituiscono dei veri e propri pilastri sui quali si sviluppano tutti i brani. L’assenza di distorsione (cosa sempre più rara in questo genere) rende il basso perfettamente distinguibile dalla chitarra, soprattutto nei momenti in cui se ne distacca attraverso sviluppi melodici differenti ma complementari. La voce di Tibor Kati appare forse meno espressiva rispetto ai suoi progetti precedenti, limitandosi al solo screaming, che risulta comunque efficace nel trasmettere il messaggio esoterico dei Feralia.

Helios Manifesto è un album ricco di idee e di sonorità differenti, improntato su un concept non troppo originale ma trattato con gusto e cognizione di causa. I Feralia muovono il primo importante passo nel loro percorso iniziatico, che ben presto si arricchirà di un EP (previsto in formato digitale per l’estate 2020) e di un ulteriore album in data da definirsi: siamo di fronte a una nuova realtà nostrana ricca di personalità e inventiva, sicuramente da tenere d’occhio.

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