Feralia - Under Stige/Over Dianam | Aristocrazia Webzine

FERALIA – Under Stige / Over Dianam

Gruppo: Feralia
Titolo: Under Stige / Over Dianam
Anno: 2022
Provenienza: Italia
Etichetta: Time To Kill Records
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TRACKLIST

  1. Intro – Laudatio Funebris
  2. Marcia Funesta
  3. The Pyre And The Stars
  4. Manes
  5. Vigil
  6. Under Stige
  7. Outro – Terminalia
  8. Over Dianam
  9. Arthemide
  10. The Altar And The Deer
  11. Green Omen
DURATA: 01:04:09

Nati nel 2018 per volontà di Krhura (di cui abbiamo recensito i progetti paralleli Lum e Ponte Del Diavolo) e Raijinous, i Feralia hanno esordito nel 2019 con Helios Manifesto, album incentrato sulla Thelema, movimento filosofico-spirituale nato grazie ad Aleister Crowley e ispirato da numerose antiche filosofie e culti pagani. Se già quel disco è stato particolarmente convincente, grazie anche alla presenza alla voce di Tibor Kati (Negura Bunget, Sur Austru), lo stesso si è potuto dire del seguito intitolato Over Dianam, un EP interamente acustico uscito nel 2020 in formato digitale. In seguito alla pubblicazione dell’EP, la formazione si è allargata inserendo Ignotus Nebis alla batteria ed Erymanthorn Seth (mastermind della one man band Apocalypse) alla voce, al posto di Tibor Kati. I Feralia si sono poi dedicati alla scrittura e alla registrazione di Under Stige, pubblicato insieme al disco precedente come un unico album dalla Time To Kill Records ad aprile 2022.

Under Stige / Over Dianam è un album monumentale, dalla durata di oltre un’ora e dalla struttura piuttosto articolata, con una intro, una outro che chiude Under Stige e un’altra che chiude Over Dianam e il disco intero. I testi questa volta si ispirano nella prima parte al paganesimo e al concetto dell’aldilà secondo gli antichi Romani, mentre costituiscono un vero e proprio tributo alla natura nella seconda.

La prima parte dell’opera è caratterizzata da una proposta musicale piuttosto classica e ispirata alle sonorità black metal degli anni ’90, in particolare norvegesi (oltre ai già citati Ulver vengono in mente gli In The Woods… per l’utilizzo del basso e della voce), ai Bathory e anche un po’ alla scena greca, Rotting Christ in particolare. Le danze si aprono con “Laudatio Funebris”, che vede la partecipazione di Agghiastru al pianoforte, al flauto e ai sussurri, per poi continuare con altre tracce molto diverse fra loro ma con la caratteristica comune di essere quasi sempre imperniate sulle linee di basso. Si passa da classici assalti frontali come “Manes” a pezzi dall’intensità crescente come “The Pyre And The Stars”, mentre la conclusiva “Terminalia” è acustica e chiude il discorso intrapreso in precedenza, introducendo al tempo stesso le tracce successive.

La seconda parte, Over Dianam, come già detto è un insieme di tracce acustiche in cui la band si sposta su territori più vicini al neofolk che al metal, ricordando molto per tematiche e atmosfere l’ottimo Kveldssanger degli Ulver, il cui primo chitarrista Håvard Jørgensen suona addirittura un assolo di chitarra acustica in “The Altar And The Dear”. Incantevole la conclusione “Green Omen”, che vede un altro ospite alla voce, ovvero Erba del Diavolo dei Ponte Del Diavolo, cantare su una strumentale eterea e sognante.

Ancora una volta i Feralia sono riusciti a proporre un album personalissimo caratterizzato da composizioni mai scontate e da una capacità di spaziare nei confini di un genere che, seppur ben definito, lascia ampi margini alla creatività e all’inventiva di Krhura e soci. Under Stige / Over Dianam è la naturale prosecuzione del cammino intrapreso con Helios Manifesto, del quale — pur distaccandosi in quanto a tematiche — amplia considerevolmente gli orizzonti e le scelte stilistiche, costituendo un degno seguito e risultando nel complesso ottimo.