L'alba del black metal norvese nelle demo dei Fester

FESTER – The Commitments That Shattered 1991-1992

Gruppo:Fester
Titolo:The Commitments That Shattered 1991-1992
Anno:2010
Provenienza:Norvegia
Etichetta:Kyrck
Contatti:Facebook
TRACKLIST

  1. When Darkness Confirms
  2. Persecution
  3. Senses Are The True You
  4. A Dogfight Leaves A Trace
  5. Laughing Insanity
  6. Deceitful Religion Dispute
  7. I Hate You!
  8. Visions Of The Macabre
  9. The Commitments That Shattered
  10. The Extacy
  11. Entering…
  12. A Dogfight Leaves A Trace
  13. When Darkness Confirms [live]
  14. Laughing Insanity [live]
  15. One Size Fits All [live]
DURATA:01:15:04

Il 2010 è stato l’anno della rinascita per i norvegesi Fester: Winter Of Sin e Silence, classici esempi di death-black di prima generazione, sono stati ristampati, mentre la band si è rimessa in carreggiata pronta a lavorare su un nuovo disco. E per non far mancare proprio nulla a chi non avesse avuto il piacere di conoscerli o avesse perso la possibilità di acquisire al tempo il materiale prodotto, Kyrck rilascia un best of relativo all’epoca delle demo intitolato The Commitments That Shattered 1991-1992.

L’opera è sicuramente adatta per introdurre al meglio la storia della formazione, una realtà death metal che viveva a stretto contatto con l’Inner Circle, ne conosceva molti dei componenti e frequentava i medesimi ambienti in cui quel movimento prese vita, come l’Helvete Shop di Euronymous. Il libretto racconta in breve come in quegli anni i Fester avessero rapporti con vari membri di gruppi poi divenuti celebri nell’underground e non, quali Cadaver, Emperor, Burzum, Decameron e Algol, quella scena estrema che ormai è stata più volte sviscerata e che stava mettendo radici. Inoltre vi sono illustrati un paio di aneddoti che vale la pena di leggere, riguardanti sia il contorno umano sia il concepimento delle due demo da cui sono state prese le dodici tracce che ascolterete in questa compilation, con l’aggiunta di tre esibizioni live del periodo.

I Fester non hanno mai preteso o voluto suonare black metal, poiché il filone norvegese nacque dall’evoluzione/involuzione delle band dominanti in quel periodo storico, come Kreator, Celtic Frost, Sodom e Bathory. Proprio i ragazzi originari di Askim, insieme a Darkthrone (Soulside Journey), Mayhem (Deathcrush) e ai primi lavori di Nihilist e Treblinka, ne divennero però promotori.

Uno degli elementi più interessanti di questa raccolta è l’inserimento di “Persecution”, fra i pezzi più interessanti scritti dai Fester e che inizialmente fu inciso soltanto su una serie di copie limitate di The Introduction, insomma una piccola perla da riscoprire. Le tracce del secondo demo Winter Of Sin sono sostanzialmente diverse per impatto e stesura da quelle contenute nel disco, l’album è infatti disseminato di influenze disparate che vanno dal thrash all’heavy, mentre questa prima versione è raw sino all’osso; le esecuzioni live invece sono goderecce da impazzire, pura malignità dell’epoca.

Si potrebbe disquisire per ore sul perché una band come i Fester non abbia goduto della meritata fama, guadagnata invece in maniera ingiustificata da tanti altri progetti pseudoelitaristici, pur avendo vissuto, suonato ed essendosi esibita con molte delle grandi realtà di cui conosciamo oggi tantissimo. Ora è tempo di rimediare a questo torto: gli anni Novanta sono passati, quell’aura e quell’ambiente si sono logorati e sono scomparsi, godiamoci quindi il passato così com’era grazie a The Commitments That Shattered 1991-1992, augurandoci che il ritorno sulle scene porti con sè un po’ di magia old school.

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