FETUS STENCH – Stillbirth

 
Gruppo: Fetus Stench
Titolo:  Stillbirth
Anno: 2012
Provenienza:  Svezia
Etichetta: Abyss Records
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TRACKLIST

  1. Meat Grinder Flesh Obliteration
  2. Stillborn Son
  3. Brennkommando
  4. The Outer Island
  5. Severe Suffering
  6. Necrosis
  7. Bashed, Defaced And Disfigured
  8. Descending Into The Realm Of The Dead
  9. By Butchery Divorced
DURATA: 37:37
 

La Svezia che non suona volutamente svedese, parlo dei Fetus Stench, formazione nella quale milita l'odierno batterista dei norvegesi Blood Red Throne Emil Wiksten e dove ritroviamo nomi noti dell'underground scandinavo come Bullen e Björte, entrambi parte della realtà thrash Inferior, con il primo presente anche nella line-up dei The Law, sempre una band thrash, mentre del solo Illern del quale non conosco il passato, a quanto sembra pare fosse parte degli splittati Anti Christian Death Squad.

Il gruppo ha orientato lo sguardo oltreoceano attingendo per lo più dalla brutalità made in U.S.A. per dare sostanza al debutto "Stillbirth": Morbid Angel, Cannibal Corpse, in parte Suffocation e nei frangenti maggiormente inclini al thrash la malevola figura del signor Phil Fasciana e dei suoi Malevolent Creation echeggiano e riecheggiano all'interno di una prestazione che non si perde dietro fronzoli, non è ricercata, basa altresì la propria esistenza sul martellare, disintegrare e spaccare tutto ciò che si pone contro.

L'impianto ritmico imposto da Emil e Bullen è di quelli che mantengono la pressione alta e costante, il batterista si lancia in continui blastati sfruttando i mid-tempo per dare profondità, le chitarre di Illern e Björte infilano un riff dietro l'altro come se fossero rimaste piacevolmente fossilizzate negli anni Novanta e il secondo, anche uomo dietro al microfono, si staglia sui pezzi con un growl viscoso e brutale. Nulla di nuovo direte? E chi lo cerca? I Fetus Stench randellano e piallano che è un piacere, brani come "Breenkommando", "The Outer Island", "Bashed, Defaced And Disfigured" bastano e avanzano a rendere l'idea.

Il concetto è semplice quanto desiderato, gli svedesi vi stanno chiedendo: volete death metal puro e senza pretese? Se la risposta dovesse essere sì, "Stillbirth" dovrà finire in collezione; in caso di seghe mentali, ripensamenti o frasi del tipo è troppo standard/derivativo, vorrei ricordare che siamo nel 2012 e il 1995, anno ultimo d'eccellenza dell'old school, è ormai bello che andato!

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