FEUERZEUG – Dead Wahines And Tsunamis

 
Gruppo: Feuerzeug
Titolo:  Dead Wahines And Tsunamis
Anno: 2012
Provenienza:  Svizzera
Etichetta: Irascible
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TRACKLIST

  1. Cyclops Will Be Beheaded
  2. Landkreuzer
  3. Evel Knievel Has Kissed The Devil
  4. I'll Scratch Until I Bleed A Flood
  5. Nitroghostcar
  6. Fusion Van
  7. Cruising The Desert Part One
  8. Cruising The Desert Part Two
  9. Release The Kraken
  10. Kometa
  11. Lieuplorodon VS Giant Orthocone
  12. Magma, Lava And Burned Karma
  13. Dead Wahines And Tsunamis
DURATA: 01:10:01
 

È sempre tempo di stoner, ma l'estate? L'estate è climaticamente e per visioni mistiche la stagione più adatta per affossarsi e farsi affossare da una mole imponente di uscite del genere. Un'ondata di musica desertica ascoltata magari in riva al mare e che aumenta la calura, ottimo segnale per godersi al meglio un tuffo rinfrescante e ovviamente mai farsi mancare una bibita fresca, se c'è quel gusto alcolico adatto non guasta di certo. Chi non conosce e non ha mai attuato questa sorta di modus operandi?

Certo la Svizzera, patria natìa dei Feuerzeug, il mare non ce l'ha e il deserto non sa cosa sia, eppure questo grintoso quartetto di Losanna composto da David Van Neeg (chitarra e voce), Marc Cappelletti (batteria), Esteban Von Wolfsburg (chitarra) e Terry Pinhard (basso) sembra proprio uscito dal panorama stoner made in U.S.A. Prendete gli esempi più classici di Kyuss e Fu Manchu, aggiungete un tocco Q.O.T.S.A. e avrete fra le mani il suono di questi ragazzi, se invece dovessimo parlare di nomi europei gente come Dozer, Low Rider e Truckfighters sarebbe con tutta probabilità la prima della lista, la Svezia ha una serie di band da paura e non lo scopriamo oggi.

I Feuerzeug hanno debuttato nel 2009 con "Drive Fast And Crash" e a tre anni di distanza si ripresentano con "Dead Wahines And Tsunamis", lo tsunami c'è davvero ed è prodotto da tredici pezzi che incanalano energia, grinta e il fascino di alcuni aspetti retrò seventies and spacey/psych in una proposta che non disdegna mantenere il piede ben pigiato sull'acceleratore e una "Fusion Van" stranamente e gustosamente corredata di feeling Offspring nel cantato n'è la prova.

Il disco si prende le sue dovute pause distanziandosi dai momenti ricchi di vibrazioni e fuzz-driven desert, ciò si percepisce nello pseudo rilassamento utilizzato a preludio dell'ennesimo brainwashing emotivo come avviene nei due capitoli a titolo "Cruising The Desert", il secondo di questi diviene lo spartiacque fra la prima parte più fast dell'album, nella quale spiccano canzoni come "Cyclops Will Be Beheadead" e "Evel Knievel Has Kissed The Devil", e la conclusiva dove è impossibile non notare un aumento del minutaggio per canzone dovuto all'addensarsi del fattore psichedelico innestato, con ottimi risultati, in brani quali "Release The Kraken" e la titletrack posta in coda.

La produzione perfetta, la prestazione strumentale invidiabile, veramente fluido e coinvolgente l'asse ritmico con il basso di Terry in gran spolvero, e il particolare modo di cantare di David, il cantante ricorda in più di un'occasione una strana collisione fra Maynard dei Tool, Kurt Cobain dei Nirvana e come detto poco più sù anche un Dexter Holland d'annata, più per impostazione che per timbro, danno una marcia in più a "Dead Wahines And Tsunamis".

È un lavoro importante questo dei Feuerzeug, una dichiarazione di maturità e la pretesa di non voler ricoprire un ruolo marginale all'interno di uno dei settori musicali più floridi e qualitativamente migliori. Con il terzo album potrebbero porre definitivamente il loro nome sulle bocca di tantissimi e a quanto pare le intenzioni ci sono proprio tutte. Lo stoner è sonorità affini sono la vostra vita? "Dead Wahines And Tsunamis" entrerà a farne parte, in originale, questo era ovviamente sottinteso.

 

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