FFERYLLT – Dance Of Druids

 
Gruppo: Fferyllt
Titolo:  Dance Of Druids
Anno: 2009
Provenienza:  Russia
Etichetta: Stygian Crypt Productions
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TRACKLIST

  1. A Celtic Tale
  2. Ночь лесного бога (Night Of The Woodgod)
  3. Following Skadi
  4. Dance Of Druids
  5. Autumn's Gold
  6. Warriors Of Ireland
  7. Йолль (Éîëëü)
  8. Winds Of Trondheimsfjorden
  9. Gjallarhorn
  10. LAI LAI HEI [cover Ensiferum]
  11. Inis Mona [cover Eluveitie]
DURATA: 53:35
 

Album di debutto per la formazione russa dedita al Folk/Metal dei Fferyllt. La band si muove sui classici stilemi che rievocano il suono celtico, arricchito dagli orpelli che strumenti come violini, mandolini, flauti, cornamuse ecc. sanno fornire in maniera dinamica e divertente.

La musica si presta al ballo e nelle sue parti più evocative a compagnia suadente, rilassa l'animo e lo trascina all'interno di foreste pullulanti di esseri che ogni giorno tessono le trame di un regno che va oltre l'immaginario umano. È in questo frangente che gli strumenti popolari assumono un'importanza fondamentale nello sviluppo del suono: riportare alla mente certe scene fantastiche per la sola chitarra è compito arduo, seppur suonata e arrangiata a dovere, tocca quindi alla schiera già citata, alla seducente voce di Yanina Zelenskaya e al buon growl di Andrew Awdik il compito di dar manforte e sostanza.

Gli oltre cinquanta minuti che costituiscono "Dance Of Druids" scivolano via tranquillamente, alternando ai passaggi etnici, allegri e danzerecci presenti nella traccia omonima altri altisonanti e solenni in "Autumns Gold", o ancora rievocando racconti epici come avviene in "Warriors Of Ireland" e "Winds Of Trondheimsfjorden", senza farsi mancare il riferimento alla divinità del caso in "Ночь лесного бога" (Night Of The Woodgod). Tutto ciò che è racchiuso nel disco calca terreni già battuti più volte da realtà ben più conosciute, ai quali gli stessi Fferyllt rendono omaggio, concludendo l'album con le cover di Ensiferum ("Lai Lai Hei") e Eluveitie ("Inis Mona").

Impeccabile dal punto di vista strumentale seppur la drum-machine risulti talvolta statica rispetto all'evoluzionismo dei brani, il gruppo si dimostra capace e conoscitore profondo dello stile, non cadendo nell'errore di creare un anonimo disco fotocopia, cimentandosi e talvolta riuscendovi nel dar vita a una riproposizione dallo spunto personale.

"Dance Of The Druids" non inventa ancora nulla né porta una ventata di nuovo nel genere, ma chi segue il filone si trova dinanzi un'uscita di discreto valore che ha nella concretezza e nel fervore esecutivo basi importanti per un futuro che potrebbe dare soddisfazioni. Chi ben comincia è già a metà dell'opera.

 

 

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