Fiasko - Mizantropolia

FIASKO – Mizantropolia

Gruppo:Fiasko
Titolo:Mizantropolia
Anno:2020
Provenienza:Polonia
Etichetta:Autoprodotto
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TRACKLIST

  1. Golem
  2. Mizantropolia
  3. Uzurpator
  4. Letarg
DURATA:24:22

Da amante della fantascienza ben scritta, quando mi sono imbattuto nel moniker Fiasko non ho potuto fare a meno di pensare all’omonimo romanzo — edito in Italia col titolo Il Pianeta Del Silenzio — firmato da Stanisław Lem. In realtà i testi di Mizantropolia non richiamano le tematiche care allo scrittore polacco, bensì si concentrano sulla vita nella metropoli e sull’alienazione che essa produce. Varsavia, luogo di provenienza della band, è indubbiamente una città di grandi contraddizioni, con da un lato i grattacieli sfavillanti del Centrum e i palazzoni popolari in stile sovietico delle periferie dall’altro: lo stesso titolo dell’EP, nato dalla crasi tra mizantropia (misantropia) e metropolia (metropoli), è rivelatore in questo senso.

Dopo un album di debutto, Głupcy Umierają del 2017, caratterizzato dal massiccio impiego di campionamenti, sintetizzatori e altre influenze elettroniche, il nuovo lavoro segna un radicale cambiamento di stile, dovuto a una variazione di formazione che ha riguardato il basso e una delle due chitarre. Mizantropolia, infatti, è un EP di quattro brani in cui l’unione delle gelide atmosfere crepuscolari del black metal con i suoni ruvidi e massicci dello sludge ha dato vita a un suono cupo e in alcuni passaggi quasi opprimente. Già dai primi minuti di “Golem”, traccia di apertura, si capisce che il tratto distintivo di questo disco sono gli imprevedibili e improvvisi cambi di tempo e di registro dettati da una sezione ritmica impeccabile. La batteria, infatti, è in grado di alternare senza la minima sbavatura sfuriate di blast beat a momenti più lenti dominati dai piatti, passando per devastanti tappeti di doppio pedale su cui i due chitarristi costruiscono riff ruvidi come carta vetrata e avvolgenti come le spire di un boa constrictor. “Letarg” è il pezzo più interessante e vario di questo album, in cui il black metal cede il posto a suoni che arrivano direttamente dal mondo del post-metal e lo stesso cantato oscilla tra uno screaming furioso e un parlato appena sussurrato.

Con Mizantropolia il quintetto polacco ha sfornato un buon disco, la cui resa risulta ancora migliore grazie all’eccellente lavoro svolto in studio da Haldor Grunderg di Satanic Audio, già collaboratore in passato di gruppi come Behemoth e Azarath. Una dimostrazione piuttosto eloquente di come i Fiasko abbiano preso seriamente la faccenda, considerato che stiamo parlando di un’opera autoprodotta.

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