FIELDS OF LOCUST – Subtopia

FIELDS OF LOCUST – Subtopia

Informazioni
Gruppo: Fields Of Locust
Anno: 2010
Etichetta: Autoprodotto
Contatti: www.myspace.com/fieldsoflocust
Autore: Mourning

Tracklist
1. The Province Of Thieves
2. Wolves…
3. …Under A Hunter’s Moon
4. An Entrance To Altered Mindtrip
5. Momentary Lapse
6. Fog

DURATA: 57:48

Il metal si evolve e continua a farlo, post non è più denominazione inconsueta quando s’incontrano realtà che vanno ben oltre i canoni fissati dai generi cardine. E’ così che oggi mi ritrovo a scrivere di un quartetto greco che sembra aver passione per gente come Cult Of Luna, Rosetta e Red Sparowes facendosi strada in quell’ondata che ha portato a galla act quali Alaskan e We Lost The Sea, loro sono i Fields Of Locust.
La musica come potrete immaginare è un ampio calderone d’idee e suoni, dilatazioni doom, affondi sludge, melodie post rock e alternative, frenesie stoner coadiuvate ovviamente dall’immancabile coltre atmosferica che prende spunto sia dalle movenze più concitate dando vita a turbinii incalzanti, sia dalle fasi di stasi apparentemente allentata offerte dall’introspezione fondata sulla parte d’animo maggiormente rock addicted.
I sei brani per quasi un’ora di musica di “Subtopia”, album di debutto autoprodotto, è questo che racchiudono, capitoli che posseggono in forma personale e di brillante risultato una commistione di pensieri mutati in note.
Non è facile sbilanciarsi su di un platter che ci permette d’ascoltare della buona musica evidenziando una canzone piuttosto che un’altra dato che lo stile e la metodologia di componimento degli episodi racchiusi in esso vanno di frequente valutati molto più per un concetto proprio di feeling ancor prima che per la tecnica o lo sviluppo “reale” a cui viene dato seguito.
In questo caso mi permetto di sottolineare la bellezza dell’accoppiata di cui sono parte “Wolves…” e “Under A Hunter’s Moon”, iniziando col dire che è stata indovinata anche la posizione in scaletta, di seguito infatti hanno la caratteristica di tenere alta la tensione emotiva forzando dapprima sul lato prettamente melodico scandito con dolcezza e un tocco di malinconia, per poi avviare dei brevi seppur sostanziosi “attacchi” al cuore con smottamenti sonori robusti.
I Field Of Locust e “Subtopia” si candidano a promessa di valore all’interno di una scena che crea e smonta band come fossero playmobil, in questo periodo ancor più spuntano come funghi, non rimane che suggerire l’ascolto ai fruitori abituali delle atmosfere post e a quelli che amano in genere farsi viaggi che vadano oltre le barricate musicali classiche.
Vi ritrovate fra questi? Beh un passaggio nel vostro stereo allora non potrà ch’esser di vostro gradimento.
Per reperire l’album basta contattare la band tramite myspace a meno che non siate in Grecia per vacanza e magari vogliate andarlo a ritirare voi stessi facendovelo consegnare a mano, vi scappano pure due chiacchiere con gli autori, perché no?

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