FINNR’S CANE – Wanderlust

Informazioni
Gruppo: Finnr’s Cane
Anno: 2010
Etichetta: Frostskald Record.
Autore: Akh.

Tracklist
1. The Healer
2. Snowfall
3. A Winter For Shut-ins
4. The Lost Traveller
5. Glassice
6. The Hope For Spring
7. Eternal
8. House Of Memory

DURATA: 47:36

FINNR'S CANE - Wanderlust Esordiscono con questo “Warderlust” i canadesi Finnr’s Cane, la loro proposta verte sul ricercare varie tipologie di suono che passano incontrovertibilmente per certa Norvegia nel suo lato piu sensibile e “sperimentalmente” progressivo; infatti sovente mi sono tornati a mente gli ottimi In The Woods…, come nel caso della delicata “Glassice” in cui la chitarra acustica la fa da padrone assieme ad altri strumenti non convenzionali del BM come il violoncello (ad opera della tastierista The Slave), in altri frangenti appaiono micro influenze degli Emperor come in “Snowfall” ed “Eternal” in cui la vena progressiva si fa’ ben manifesta dopo certi camei e riporta le ambientazioni su altre sonorita’.
Un lavoro a tratti ruvido e con un certo spirito selvaggio (vedete l’esempio di “A Winter For Shut-ins”), ma con un mood generale assolutamente suadente, specialmente nelle sue parti piu’ acustiche ed introverse basti ascoltare iniziale “The Healer” per sedare ogni dubbio in tal senso.
La prova vocale di The Bard è lieve, sia nelle parte pulite, sia nelle parti piu screaming, tanto da creare aloni e colori che adombrano i pezzi, piu’ che incidere direttamente, tanto che a volte ho avuto quasi l’impressione di trovarmi di fronte ad un album strumentale, per quanto è soffuso l’impatto delle vocals, “Snowfall” è solo il primo degli esempi.
Degni di menzione anche certi arrangiamenti, semplici ma che hanno la caratteristica di rendere particolari le parti senza essere in primo piano, il che incide ulteriormente sul trovarmi di fronte ad un lavoro intimo e realizzato con passione.
A volte affiorano parti piu’ propriamente epiche e vibranti in cui riecheggiano i Bathory di “Hammerheart” come nel caso del finele della buona “The Lost Traveller”.
L’incedere che si svolge nei vari pezzi non privilegia certamente l’assalto sonoro, ma comunque una forza ammaliante i Finnr’s Cane la posseggono e la sfruttano pienamente, regalandoci fotografie sonore in bianco e nero che colpiscono e si stampano nella memoria.
Un bell’esordio, disco consigliato a chi non ha il timore di ascoltare un BM particolare e dai tratti silvani e dalle influenze variegate, mi auguro che non si disperdano come spesso gruppi del genere fanno; comunque per adesso mi godo pienamente questo “Warderlust”.

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